Disastro a Boncellino, il fiume Lamone esplode e inonda Traversara
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Redazione Interno
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Il ciclone Boris ha lasciato il segno sul territorio di Bagnacavallo, in particolare nella frazione di Traversara. Le immagini del ponte ferroviario a Boncellino, ostruito da un tappo di tronchi, hanno fatto il giro del web, suscitando allarme e preoccupazione. La Regione Emilia Romagna ha prontamente risposto, con i tecnici dell’Agenzia regionale per la sicurezza territoriale e la Protezione civile che hanno lavorato senza sosta per rimuovere i detriti e il legname accumulato nel fiume Lamone. La situazione è ora quasi completamente ripulita.
La Procura ha avviato un’indagine per fare luce su questa terza alluvione ravvicinata. Il pm Francesco Coco, accompagnato dal comandante della Compagnia dei carabinieri di Lugo, capitano Cosimo Friolo, ha effettuato un sopralluogo a Traversara, il punto più colpito dal disastro. Anche il comandante provinciale dell’Arma, colonnello Andrea Lachi, era presente.
Il Comune di Bagnacavallo ha segnalato più volte il problema del ponte, sottolineando la mancanza di piani speciali per affrontare situazioni di emergenza come questa. Il flusso dei volontari diretti verso Traversara non si arresta, con molti accorsi per supportare i residenti colpiti dall’alluvione. La frazione è divisa in due parti: una ‘zona rossa’, dove l’argine del Lamone non ha retto e si concentrano gli interventi di ripristino, e una zona più accessibile per il transito di aiuti e residenti.
Il disastro a Boncellino ha messo in luce la fragilità del territorio e la necessità di interventi strutturali per prevenire future emergenze. La rimozione dei detriti e del legname dal fiume Lamone è stata un’operazione complessa, ma fondamentale per ripristinare la sicurezza dell’area.




