Asse Trump-Putin, un'ora al telefono per la pace in Ucraina. Zelensky: “Pronti a compromessi”
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Redazione Esteri
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Un colloquio di circa un'ora tra il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, e il presidente russo, Vladimir Putin, ha riaperto i giochi diplomatici sulla guerra in Ucraina.
Durante la conversazione, il Cremlino ha fatto sapere che Mosca non avrebbe alcun piano aggressivo nei confronti dell'Europa, definendo "speculazioni" le accuse rivolte alla Russia per il fallito attentato con un drone esplosivo all'aeroporto di Lipsia/Halle, e che Trump e Putin hanno discusso anche di un possibile nuovo scambio di prigionieri con la liberazione di 9 per parte.
Al termine della telefonata, il presidente americano ha annunciato che i negoziati per un cessate il fuoco tra Kiev e Mosca inizieranno immediatamente, mentre il consigliere presidenziale russo Yuri Ushakov ha descritto l'incontro come "utile e significativo".
La posizione di Kiev e le richieste di Zelensky
Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky, in un'intervista telefonica con un ristretto gruppo di media internazionali a cui ha partecipato anche La Stampa, ha ribadito la disponibilità del suo Paese a scendere a compromessi per arrivare alla pace, a condizione che anche Mosca faccia passi avanti.
"Non può essere sempre l'Ucraina a cedere, abbiamo già fatto molti compromessi", ha dichiarato il leader ucraino, che ha però sottolineato l'urgenza di rafforzare le difese aeree, chiedendo esplicitamente agli Stati Uniti di sostenere il programma di difesa antimissile "Freyja" e di fornire nuovi pacchetti di missili.
Zelensky ha inoltre riferito di aver avuto una notte difficile con attacchi russi che hanno colpito la capitale, precisando che su circa 180 obiettivi, la difesa aerea ucraina ne ha abbattuti 180, un risultato definito buono ma non sufficiente, e ha confermato l'intenzione di incontrare Trump il 20 settembre per discutere di questi temi e dei negoziati.
Le tensioni tra Mosca e Berlino
In un clima di crescenti tensioni, il ministro degli Esteri tedesco, Johann Wadephul, ha replicato duramente alle accuse del suo omologo russo Sergej Lavrov, il quale aveva affermato che la Germania starebbe riscoprendo le sue radici naziste e che Wadephul stesso sarebbe un "buon discepolo di Goebbels" per aver ribadito che Bucha rappresenta un simbolo del terrore russo.
In risposta alle dichiarazioni di Lavrov, il ministro tedesco ha dichiarato al quotidiano "Bild" che la Germania sa perfettamente che la Russia è responsabile dell'incidente di Lipsia e che era necessario reagire, sottolineando che la Russia ha "perpetrato" l'attacco. Questa escalation verbale segue le recenti decisioni di Berlino di chiudere la Casa Russa nella capitale tedesca, a cui Mosca ha risposto con l'ordine di chiudere le sedi del Goethe-Institut in Russia, con i suoi centri culturali a Mosca, San Pietroburgo ed Ekaterinburg.
Le prospettive diplomatiche e il ruolo dell'Europa
Sul fronte diplomatico, il segretario generale dell'Onu, Antonio Guterres, ha accolto con favore i recenti sforzi degli Stati Uniti e di altri attori internazionali, auspicando che le iniziative in corso possano portare a un cessate il fuoco immediato e totale che conduca a una pace giusta e duratura in conformità con il diritto internazionale.
A integrare il quadro, il presidente ucraino ha anticipato che si stanno muovendo verso un formato trilaterale di negoziato che coinvolga anche Mosca, ma senza rivelare dettagli, e che l'Europa deve essere al tavolo delle trattative non solo per gli aiuti, ma per una questione di sicurezza reale.
Nel frattempo, il portavoce del Cremlino Dmitry Peskov ha commentato la posizione europea, affermando che i leader del Vecchio Continente vorrebbero convincere Trump a schierarsi dalla loro parte, ma che solo chi mantiene la stessa distanza dalle parti in conflitto può essere un mediatore efficace.
Le condizioni per i negoziati
Zelensky ha posto come condizione fondamentale che la Russia non possa ottenere ulteriori risorse per finanziare la guerra e ha espresso la necessità di garanzie di sicurezza. Il presidente ucraino ha poi definito le recenti richieste della Russia come un "no" alla pace, auspicando che l'Unione Europea approvi nuove sanzioni contro Mosca.
Dopo la telefonata Trump-Putin, il governo tedesco ha annunciato che gli Stati Uniti hanno concordato un "stretto coordinamento" con gli alleati europei sui negoziati e che i partner europei sono pronti ad aumentare la pressione su Mosca attraverso le sanzioni, come riferito da una nota del cancelliere Friedrich Merz.
Tra le ipotesi discusse dagli inviati americani a Mosca e Kiev, secondo quanto riportato da Zelensky, ci sarebbero intese sugli impianti energetici, sulle spedizioni di grano, sulle infrastrutture elettriche e sulle esportazioni di petrolio e gas, con l'obiettivo di trovare misure che possano avvicinare le parti alla pace prima dell'inverno.
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