Voli civili da Grottaglie, pubblicato l'avviso pubblico: si cercano vettori per Roma e Milano

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Aeroporti di Puglia ha pubblicato l'avviso pubblico per lo sviluppo della connettività passeggeri da e per l'aeroporto "Marcello Arlotta" di Grottaglie, in provincia di Taranto. La procedura, annunciata nei giorni scorsi dal presidente della Regione Puglia Antonio Decaro, è conforme al quadro giuridico comunitario e nazionale in materia di aiuti di Stato per l'avviamento di nuove rotte e serve a verificare l'effettivo interesse delle compagnie aeree per l'attivazione dei collegamenti di linea.

Le rotte ipotizzate e le condizioni di sostenibilità

L'ipotesi indicata dalla Regione prevede, in questa prima fase, 12 voli settimanali complessivi con destinazione Roma e Milano-Linate. L'operativo immaginato consentirebbe, almeno nelle intenzioni progettuali, di effettuare un viaggio di andata e ritorno nella stessa giornata. Il modello operativo ruota attorno a collegamenti point-to-point, con frequenze programmate e fasce orarie orientate soprattutto alla connettività con i principali poli istituzionali, economici e finanziari nazionali.

Partecipando al bando, saranno i vettori stessi a indicare, attraverso manifestazioni di interesse e proposte commerciali, se le rotte possano essere operate in condizioni economicamente sostenibili e con quali caratteristiche operative.

Il business plan e il principio del Market Economy Operator

La proposta dovrà essere formulata mediante la produzione di un business plan che comprovi le effettive prospettive di redditività della rotta, in conformità al principio comunitario "Market Economy Operator". Il riferimento non è formale: nel settore aeroportuale e del trasporto aereo gli eventuali rapporti economici tra soggetti pubblici e vettori devono essere valutati per verificare che le condizioni applicate siano coerenti con quelle che potrebbe adottare un operatore che agisce secondo logiche di mercato.

La disciplina europea sugli aiuti di Stato considera sia il principio dell'operatore in economia di mercato sia le condizioni alle quali possono essere sostenuti nuovi collegamenti aerei. Le domande dovranno essere presentate entro il 31 dicembre 2026.

La richiesta di continuità territoriale

Parallelamente alla verifica del mercato, la Regione ha indicato una successiva linea di intervento: la valutazione della richiesta di continuità territoriale per l'aeroporto di Grottaglie, già inoltrata al Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti. Le iniziative di continuità territoriale potranno essere attivate nel medio periodo, in base alle risultanze dell'avviso pubblico.

Un passato di voli di linea interrotti e la vocazione cargo

Lo scalo jonico vanta una storia aeronautica che affonda le radici nella metà degli anni Sessanta. Aperto nel 1964 ai soli voli commerciali regolari dall'Alitalia con una linea per Roma, l'anno successivo divenne anche il capolinea meridionale del collegamento che univa a tappe la Puglia al Friuli Venezia Giulia, operato dall'Ati. Con l'entrata in servizio del bireattore DC 9/30 nel 1968 si ebbe l'attivazione di un nuovo volo con Milano Linate via Genova.

Nel 1969 lo scalo venne però chiuso in seguito alle risultanze del "Rapporto Lino" sulla sicurezza negli aeroporti italiani, rimanendo inattivo per sedici anni. Tornò operativo nel 1989 grazie ai Fokker F 28 dell'Alinord in servizio per Ciampino, Bergamo, Perugia e Milano Linate, ma il fallimento del vettore l'anno successivo riportò Grottaglie a essere frequentato solo dall'aviazione generale.

Dopo un tentativo della Genavia nel 1993, sospeso dopo pochi mesi, ai jet liguri si sostituirono quelli della Victor Fly di Bari, che volava tra Grottaglie e Roma Fiumicino, ma anche questa iniziativa non ebbe successo e i voli vennero sospesi, lasciando Taranto senza collegamenti di linea regolari. Lo scalo rimase comunque operativo nel 1999, quando, durante il conflitto in Kosovo, per motivi di sicurezza fu l'unico aeroporto pugliese attivo.

Da allora la vocazione funzionale dello scalo si è legata al trasporto merci e alla piattaforma logistica di Taranto, oltre che alle attività industriali e aerospaziali.

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