Puglia Sky accelera su Grottaglie e Foggia: la cordata Ladisa verso il bando regionale
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Redazione Interno
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La pubblicazione imminente dell’avviso pubblico della Regione Puglia per attivare i collegamenti civili dall’aeroporto «Marcello Arlotta» di Grottaglie verso Roma e Milano Linate rappresenta il primo banco di prova concreto per Puglia Sky, il progetto di compagnia aerea regionale promosso dalla cordata di imprenditori guidata dai fratelli Sebastiano e Vito Ladisa.
La holding di famiglia, Finlad, attiva nella ristorazione collettiva e in altri settori, sarebbe pronta a scendere in campo non appena l’ente regionale renderà noti i dettagli dell’avviso, che secondo le intenzioni dovrebbe sondare il mercato per verificare l’interesse effettivo dei vettori.
Il bando regionale e le rotte previste
L’ipotesi allo studio della Regione Puglia prevede dodici voli settimanali da e per lo scalo ionico, con collegamenti verso la capitale e il capoluogo lombardo. La struttura dell’avviso dovrebbe consentire l’andata e ritorno in giornata, un requisito pensato in particolare per la mobilità legata al mondo delle imprese. La procedura servirà a raccogliere manifestazioni di interesse e proposte commerciali da parte delle compagnie aeree interessate a operare sulla base tarantina, che da anni attende di affiancare alla vocazione cargo e industriale un traffico passeggeri regolare.
Il governatore Antonio Decaro ha spiegato che l’obiettivo dichiarato è «superare le sovrapposizioni legate alla vicinanza» con gli altri scali pugliesi, tenendo conto delle specifiche condizioni della città di Taranto all’interno dello studio che sarà trasmesso al Ministero.
Il progetto Puglia Sky e il capitale iniziale
Puglia Sky era stato presentato nei mesi scorsi nella sede di Confindustria Bari-Bat, dove aveva raccolto l’interesse di una trentina di imprenditori provenienti anche da Basilicata e Calabria. Il piano industriale, curato dalla società di consulenza Arthur D. Little, prevede un capitale sociale iniziale di dieci milioni di euro, inizialmente interamente in mano alla famiglia Ladisa attraverso Finlad, a cui potrebbero aggiungersi linee di credito bancarie per circa quindici milioni.
La base operativa individuata per l’avvio delle operazioni è proprio l’aeroporto di Grottaglie, dove la compagnia punta a ottenere lo status di Servizi di interesse economico generale, condizione già vista a Foggia e fondamentale per accedere al supporto pubblico a patto di rimanere sotto la soglia dei 200.000 passeggeri annui.
Le ambizioni e il nodo degli incentivi
L’obiettivo dichiarato dagli imprenditori è creare un vettore radicato sul territorio, capace di offrire collegamenti soprattutto sulle rotte business e di ridurre la dipendenza dai grandi operatori low cost che oggi concentrano la maggior parte del traffico su Bari. Oltre a Grottaglie, tra le basi individuate per l’avvio delle operazioni c’è Foggia, con l’idea di estendere successivamente i collegamenti anche a Brindisi e Bari.
Il quadro finanziario, tuttavia, ha subito un’evoluzione: la Regione Puglia ha bloccato i bandi di incentivi a sportello, obbligando il progetto a cercare fonti alternative. La strada al vaglio sarebbe l’utilizzo delle risorse del Just Transition Fund destinate a Taranto, ma la procedura richiederebbe una modifica dei codici Ateco e un coordinamento con il ministero per gli Affari europei e gli uffici per le politiche di coesione.
Il quadro degli scali pugliesi
Sullo sfondo resta il tema della sostenibilità economica degli scali minori. L’aeroporto di Foggia, intitolato a Gino Lisa, vive da tempo una condizione di «perenne stato di startup» cominciata con il primo volo nel settembre 2022, come ha rilevato il presidente di Confindustria Foggia, Potito Salatto, segnalando la necessità di stimolare la domanda e portare a quattro i collegamenti settimanali operati da Aeroitalia.
Grottaglie, dal canto suo, è stato definito nel piano nazionale aeroporti come scalo di riferimento per lo sviluppo del cargo e primo spazioporto nazionale designato per le operazioni di accesso allo spazio, un posizionamento che ne rafforza il ruolo industriale ma che finora non si è tradotto in un’apertura stabile al traffico passeggeri.
La partita che si apre con il bando regionale riguarda proprio la possibilità di saldare queste due dimensioni, quella industriale e quella civile, all’interno di un progetto che i promotori immaginano come il primo vettore aereo espressione del territorio pugliese.
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