Stellantis, Filosa rivoluziona la rotta: stop all'elettrico a tutti i costi, in arrivo nuovi modelli
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Redazione Economia
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Il futuro di Stellantis, che il suo amministratore delegato Antonio Filosa svelerà nella sua interezza entro la metà del prossimo anno, si annuncia come un deciso cambio di passo rispetto al recente passato. Durante la conferenza Goldman Sachs, Filosa ha infatti operato una netta discontinuità con la strategia precedente, definendo "errate" le assunzioni su cui si basava il piano full-electric del gruppo. Una presa di posizione, la sua, che ribalta le direttive dell'era Tavares e che ha immediate ripercussioni sul piano industriale, il quale viene di conseguenza rivoluzionato per adattarsi a uno scenario globale in rapida mutazione. Filosa, che ora guarda con attenzione alle mosse dell'amministrazione statunitense guidata da Donald Trump, non si limita a una critica interna ma chiede con forza un ripensamento anche a livello comunitario, sollecitando "regole realistiche" sulle emissioni e una strategia industriale europea più competitiva.
La scadenza del 2026 per i marchi italiani
È in questo quadro di generale ridefinizione che acquista un peso decisivo la scadenza fissata al giugno 2026, data in cui sarà presentato il nuovo piano strategico durante il Capital Market Day. Quel momento, più che un semplice appuntamento in agenda, rappresenta uno spartiacque obbligato per i destini dei marchi italiani del gruppo, a partire da Alfa Romeo, Lancia e Fiat, i quali attendono risposte concrete sul loro posizionamento. La nuova direzione intrapresa, del resto, dovrà per forza di cose tradursi in prodotti capaci di intercettare la domanda del mercato, ed è qui che si inseriscono le attese per possibili novità di grande richiamo.
Le attese su Jeep Renegade e Alfa Romeo Giulietta
Proprio il rinnovato corso potrebbe infatti riservare, secondo alcune voci di settore, due significativi ritorni, ovvero quelli della Jeep Renegade e dell'Alfa Romeo Giulietta in nuove vesti. Sarebbero queste alcune delle "grosse sorprese" che il gruppo avrebbe in serbo, manifestazioni tangibili di una politica che, abbandonato il monolitico focus sull'elettrificazione, punta a rilanciare modelli iconici. L'auspicio, per molti osservatori, è che il nuovo corso voluto da Filosa dedichi finalmente un occhio di riguardo particolare al portafoglio italiano, bilanciando le necessità di innovazione tecnologica con la valorizzazione dell'eredità storica e del legame emotivo con i clienti.
La pressione per un nuovo quadro regolatorio europeo
La svolta di Filosa, d'altronde, non è un fatto isolato ma si inserisce in un dibattito sempre più acceso a livello continentale. Lo stesso numero uno di Stellantis ha evidenziato, con un certo compiacimento, un "allineamento politico" nelle recenti dichiarazioni delle amministrazioni tedesca e francese, leggendolo come il segnale che "molti importanti stakeholder stanno chiamando a un'assunzione di buon senso". La pressione per una revisione urgente del rigido quadro regolatorio europeo sulle emissioni di CO2 diventa dunque una componente essenziale della strategia, poiché da essa dipende la possibilità di competere su scala globale con realtà, come quella statunitense, che stanno adottando percorsi diversi.




