Il canoista Wilhelm Teli si getta nel Po per salvare l’autista del bus, ma l’autopsia conferma: fu malore

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Mentre il bus turistico affondava nelle acque gelide del Po, Wilhelm Teli, canoista di professione, non ha esitato a lanciarsi nel fiume nel disperato tentativo di trarre in salvo l’autista, Nicola Di Carlo. Accaduto mercoledì scorso ai Murazzi di Torino, l’incidente – che ha visto il mezzo sfondare il parapetto di piazza Vittorio Veneto per finire nel fiume – aveva già suscitato interrogativi sulle cause, oggi in parte chiariti dall’autopsia.

Teli, insieme a due colleghi, era salito su un motoscafo per raggiungere il veicolo semisommerso. «Mi sono calato dal finestrino, ma il pullman era riverso e la visibilità quasi nulla», ha raccontato il canoista, che ha agito senza esitazione nonostante il rischio. Un passante, intuendo la gravità della situazione, gli aveva persino passato un martello per tentare di sfondare i vetri. Ma ogni sforzo si è rivelato inutile: Di Carlo, 64enne alla guida del mezzo della Di Carlo Tours, era già privo di vita.

I risultati dell’esame autoptico, resi noti dall’avvocato della famiglia Giuseppe La Rana, lascivano pochi dubbi: l’uomo sarebbe morto per un malore prima dell’impatto col fondale. L’ipotesi, già avanzata nei primi momenti dopo il ritrovamento, trova ora conferma nelle analisi, sebbene ulteriori accertamenti dovranno stabilirne l’esatta dinamica. Quella che inizialmente poteva sembrare una tragica fatalità legata alla guida assume dunque contorni diversi, riconducibili a un improvviso collasso del conducente.

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