Operazione "Muro di ferro" in Cisgiordania
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Redazione Esteri
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L'operazione militare israeliana, denominata "Muro di ferro", è stata avviata a Jenin, nella Cisgiordania occupata, con l'obiettivo dichiarato di "sradicare il terrorismo" nell'area. Il primo ministro israeliano, Benjamin Netanyahu, ha sottolineato la necessità di questa azione, che segue di soli tre giorni l'inizio del cessate il fuoco a Gaza, il quale, almeno per ora, sembra reggere. Tuttavia, l'operazione ha già causato almeno dieci morti e oltre quaranta feriti, secondo le prime stime.
Le Forze di Difesa Israeliane (IDF) hanno diffuso un video che mostra un soldato mentre fa esplodere degli esplosivi e perquisisce edifici durante la notte. Questo intervento richiama esplicitamente l'offensiva "Spade di ferro", che segnò l'inizio dell'invasione israeliana della Striscia di Gaza. La situazione a Jenin è particolarmente tesa, con violenti assalti dei coloni israeliani che hanno dato alle fiamme decine di case di palestinesi nel villaggio di Al Funduq, lasciando feriti almeno venti civili.
Il ministro israeliano ha dichiarato che non ci sarà una seconda fase della tregua, evidenziando la determinazione del governo a proseguire con l'operazione. La comunità internazionale osserva con preoccupazione l'evolversi degli eventi, mentre le vittime continuano a crescere e la tensione nella regione rimane alta.




