Muro di Ferro, l'operazione israeliana a Jenin

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Redazione Esteri Redazione Esteri   -   Negli ultimi giorni, la cittadina cisgiordana di Jenin è stata teatro di un'operazione militare su vasta scala, denominata "Muro di Ferro", lanciata dalle forze israeliane. L'operazione, che richiama esplicitamente "Spade di Ferro" – l'offensiva che ha segnato l'inizio dell'invasione israeliana della Striscia di Gaza – è stata avviata il 21 gennaio, a soli tre giorni dall'inizio del cessate il fuoco a Gaza, che, almeno per ora, sembra reggere.

Le forze di difesa israeliane (IDF) hanno dichiarato che l'operazione mira a "sradicare il terrorismo" nell'area, e hanno diffuso video che mostrano soldati impegnati in perquisizioni notturne e nell'uso di esplosivi. Tra le vittime dell'operazione, Ahmed Shayeb, 38 anni, è stato ucciso da un proiettile sparato da un cecchino mentre cercava di fuggire dal campo profughi di Jenin, aggiungendosi agli altri undici palestinesi uccisi dall'inizio dell'operazione.

Il segretario di Stato americano, Marco Rubio, ha ribadito il sostegno incrollabile degli Stati Uniti a Israele, in una conversazione con il primo ministro Benjamin Netanyahu. Nel frattempo, l'IDF ha comunicato di aver eliminato un "terrorista della Jihad", Akram Atef Farhan Zanon, nella parte meridionale della Striscia di Gaza, nonostante i termini del cessate il fuoco entrati in vigore.

L'operazione "Muro di Ferro" ha suscitato preoccupazioni e tensioni nella regione, con le forze israeliane che continuano a operare nella Cisgiordania occupata, mentre la situazione a Gaza rimane fragile.

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