Il giallo Banda si infittisce: offerta dalla Libia, il Lecce si appella a Fifa e Malagò
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Redazione Sport
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L'assenza ingiustificata e la conseguente irreperibilità di Lameck Banda si sono trasformate in un caso che travalica i confini del calcio italiano, assumendo i contorni di un intrigo internazionale.
L'esterno offensivo zambiano, classe 2001, è sotto contratto con il Lecce fino al 2027 in virtù di un'opzione di rinnovo unilaterale esercitata dal club salentino, eppure da circa due mesi ha fatto perdere le proprie tracce, disertando il raduno per le visite mediche e il successivo ritiro pre-stagionale in Austria, senza rispondere ai tentativi di contatto della dirigenza e dei suoi stessi procuratori.
L'offerta dell'Al Swehli e l'avvistamento in Nord Africa
La svolta nella vicenda è giunta nella notte tra sabato 8 e domenica 9 agosto, quando il giornalista libico Muha El Gadamsi, tramite il suo profilo X, ha riportato che il calciatore sarebbe stato avvistato in compagnia di una delegazione dell'Al Swehli SC, club libico che si sta preparando per il suo debutto nella CAF Champions League. Secondo quanto scritto da El Gadamsi, per Banda sarebbe pronto un contratto biennale da 12 milioni di dollari libici, una cifra che, convertita, si attesta attorno a 1,63 milioni di euro, un ingaggio da top player per il campionato africano.
Il club di Misurata, tra l'altro, aveva già provato ad avvicinare il Lecce un mese fa con un'offerta ufficiale per il cartellino del giocatore, una proposta che era stata rifiutata dal club pugliese in quanto inferiore al milione di euro; da qui il sospetto che la trattativa possa essere proseguita per altre vie, approfittando della frattura ormai insanabile tra il giocatore e il club salentino.
La posizione del Lecce e il caso nazionale
Il Lecce, attraverso il proprio presidente Saverio Sticchi Damiani, ha immediatamente innalzato il livello dello scontro, inoltrando comunicazioni ufficiali a tutte le parti coinvolte: dalla Fifa alla Figc, passando per la Confédération Africaine de Football (Caf), il Coni e le federazioni di Zambia e Libia. La mossa del club salentino mira a scongiurare che l'Al Swehli possa tentare il tesseramento del calciatore, magari ottenendo un nulla osta provvisorio dalla Fifa che innescherebbe un contenzioso internazionale dalle conseguenze del tutto imprevedibili.
La vicenda, infatti, rischia di creare un pericoloso precedente che minerebbe il valore dei contratti stipulati tra i calciatori e i club italiani; il Lecce ha chiesto l'intervento diretto del presidente della Figc Giovanni Malagò, trasformando il caso Banda in una questione di interesse nazionale che va ben oltre la tutela del singolo club.
Le ragioni della frattura: il rinnovo contestato e la decurtazione dello stipendio
A monte di questa clamorosa fuga, che ha portato il giocatore a non presentarsi alla squadra di Eusebio Di Francesco, c'è una disputa contrattuale dai toni aspri. Lameck Banda, tramite un amico intervistato da un giornale zambiano, ha fatto sapere di ritenere illegittimo l'esercizio dell'opzione di rinnovo che ha prolungato il suo legame con il Lecce fino al 2027, sostenendo di non aver compreso le clausole scritte in italiano e di essere stato quindi raggirato dalla società.
Inoltre, il giocatore ha lamentato il mancato pagamento di uno stipendio e di alcuni bonus, sentendosi vittima di un trattamento ingiusto da parte del club salentino; dichiarazioni che, al di là della loro fondatezza, palesano una chiara volontà di non voler più vestire la maglia giallorossa, al punto da aver fatto saltare un passaggio a parametro zero all'Al-Fateh, club saudita che aveva mostrato interesse per il giocatore ma che si è tirato indietro per evitare un contenzioso con il Lecce.
Le incognite legali e gli scenari futuri
In questo intricato quadro, la posizione del Lecce è di assoluta fermezza, convinto di avere dalla propria parte la forza delle leggi e dei regolamenti federali. In teoria, la Figc si opporrebbe al rilascio del Transfer Internazionale (ITC) verso la Federcalcio libica, bloccando di fatto il tesseramento di Banda per l'Al Swehli.
La vera incognita, che ha spinto il presidente Sticchi Damiani a chiamare in causa tutti gli organi di governo del calcio, è rappresentata dalla possibilità che il club libico faccia leva su un escamotage regolamentare, cercando di ottenere dalla Fifa un'autorizzazione provvisoria che gli permetta di tesserare il calciatore, dando il via a una battaglia legale senza precedenti.
La prossima settimana, il 10 agosto, si compirà un mese esatto dall'inizio di questa "latitanza", una data che segnerà un ulteriore, formale passo in un caso che tiene col fiato sospeso il calcio italiano e che potrebbe ridefinire le regole del mercato internazionale.
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