Torres-Arezzo 1-1, un pari che sa di crescita per i sardi e di occasione sprecata per i toscani
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Redazione Sport
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La sfida al “Vanni Sanna” di Sassari, che si è conclusa sul risultato di un gol per parte, ha offerto due letture distinte, speculari alle ambizioni delle formazioni in campo. Da una parte, la Torres, che pure non è riuscita a interrompere il digiuno di vittorie, ha mostrato segnali di una solidità finalmente in via di costruzione, aggrappandosi a un punto prezioso ottenuto contro una delle pretendenti alla vetta. Dall’altra, l’Arezzo, reduce da una serie positiva e in piena lotta per il primato, ha invece lasciato per strada due punti che avrebbero potuto cambiarle la classifica, chiudendo il girone d’andata con un rimpianto amaro e un passo falso nel duello a distanza con le dirette rivali.
La cronaca della partita: vantaggio sardo e pari amaranto
I padroni di casa, che hanno disputato un primo tempo di buon livello, hanno trovato il vantaggio dopo appena otto minuti di gioco, sfruttando la prima azione pericolosa costruita con dinamismo. L’azione, partita da uno scatto corto di Sala sulla fascia, si è conclusa con un cross che Di Stefano ha indirizzato verso la porta con un colpo di testa; il portiere ospite non è riuscito a bloccare il pallone, concedendo a Starita, posizionatosi intelligentemente a pochi passi dalla linea, di spingere in rete con un semplice ma efficace tap-in. Una rete che, oltre al merito dell’incisività, ha punito una momentanea distrazione della retroguardia toscana, la quale ha mostrato qualche incertezza in più rispetto al suo standard abituale. La reazione dell’Arezzo, che pure ha cercato di alzare il ritmo, nel primo tempo non è stata all’altezza delle aspettative, producendo poco in termini di concretezza nonostante il possesso palla.
La ripresa e il sorpasso mancato
Il secondo tempo, al contrario, ha visto un netto cambio di marcia da parte della formazione toscana, la quale, schierata con un modulo offensivo a tre punte e con l’inserimento dell’ala Varela, un ex della Torres, ha aumentato notevolmente la pressione. Il forcing, seppur in un contesto di campo pesante che non ha favorito il gioco, ha portato al meritato pari, realizzato da Ravasio su un assist preciso di Mawuli, in una di quelle azioni che hanno dimostrato come la qualità individuale possa emergere anche nelle situazioni più complicate. Nel finale, poi, l’Arezzo ha avuto l’occasione per ribaltare completamente il risultato, ma si è scontrato con l’estremo coraggio del portiere Venturi, autore di due interventi provvidenziali su tentativi di Sala e Diakite; quest’ultimo, in particolare, ha sfiorato il gol di testa, costringendo il numero uno amaranto a una parata miracolosa che ha indirizzato il pallone in corner.
Le considerazioni tecniche e gli sviluppi
La partita, oltre al risultato, ha messo in luce alcuni elementi tecnici rilevanti. La Torres, costretta a finire in dieci uomini per un infortunio muscolare patito da Idda nel tentativo di un rinvio, ha mostrato carattere e organizzazione difensiva, riuscendo a contenere l’assalto finale degli ospiti nonostante la inferiorità numerica. Dall’altra parte, l’assenza dell’allenatore Bucchi, squalificato e costretto a seguire l’incontro dalla tribuna, insieme alle defezioni per infortunio di Chierico e Tavernelli, ha senza dubbio condizionato le scelte e l’energia della squadra, che non è riuscita a esprimere il suo solito gioco. Il punto conquistato, se da un lato consolida il percorso dei sardi, dall’altro obbliga gli amaranto a una profonda riflessione durante la pausa invernale, soprattutto in vista del girone di ritorno e dell’obiettivo promozione, che rimane più che mai vivo nonostante questo intoppo.




