Destiny 2 si chiude con un ultimo aggiornamento, nell’ombra di nuovi licenziamenti

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Redazione Scienza e Tecnologia Redazione Scienza e Tecnologia   -   È ufficiale, sebbene la notizia fosse nell’aria già da diverse settimane: Bungie ha deciso di mettere la parola fine allo sviluppo attivo di Destiny 2. Quello che i giocatori riceveranno il prossimo 9 giugno, battezzato come “l’ultimo aggiornamento live-service”, non sarà solo un semplice evento celebrativo, ma il vero e proprio epitaffio di un’era durata quasi un decennio. Lo studio, che ha recentemente messo sul mercato lo sparatutto a estrazione Marathon, ha confermato che dopo quella data il colosso multiplayer entrerà ufficialmente in una sorta di “stasi perpetua”, restando giocabile – esattamente come accade oggi per il primo capitolo della serie – ma senza più ricevere nuove espansioni o contenuti narrativi sostanziosi. Una doccia fredda per i milioni di guardiani che avevano trasformato questo universo nella loro seconda casa, soprattutto perché dalla comunicazione ufficiale emerge con chiarezza un dato che brucia: non c’è alcun Destiny 3 all’orizzonte.

Una fine annunciata e il baratro dei numeri

A quasi nove anni dal lancio originale, Bungie ha scelto di abbassare il sipario con un lungo post pubblicato sui propri canali ufficiali, un messaggio carico di gratitudine verso la comunità – “Per quasi 12 anni, abbiamo avuto la gioia e l’onore di esplorare l’universo di Destiny insieme a tutti voi” – ma sostanzialmente privo di prospettive concrete per il brand. Il colpo di scena, semmai, arriva dai retroscena economici che si celano dietro questa scelta. Secondo un recente rapporto firmato da **Bloomberg**, l’azienda non solo congederà il suo cavallo di battaglia, ma si preparerebbe a fronteggiare una nuova, pesante ondata di **licenziamenti “significativi”**. Pare che la dirigenza avesse a lungo valutato l’idea di rendere l’esperienza di Destiny 2 più appetibile per i nuovi giocatori, magari semplificando un onboarding divenuto proibitivo con l’accumularsi delle espansioni; alla fine, però, la bilancia ha penduto verso la nuova creatura, **Marathon**. Molti sviluppatori sono già stati dirottati su quel progetto, e chi resta non sa ancora su cosa lavorerà dopo l’estate.

L’addio alle armi e il peso di Marathon

Quella del 9 giugno, va detto, non sarà una semplice chiusura dei server. L’update finale, descritto dagli stessi sviluppatori come una sorta di “lettera d’amore” per i fan storici, porterà con sé una mole di contenuti pensati per lasciare il titolo nella sua forma migliore. Tra questi spiccano la chiusura di diversi archi narrativi irrisolti, il ritorno di modalità amatissime come la **Sparrow Racing League** e una revisione totale del bottino di raid e incursioni. Ma mentre i giocatori si preparano a questo ultimo salto, dentro i corridoi di **Bungie** l’umore è decisamente più cupo. La decisione di puntare tutto su **Marathon** – pubblicato su PlayStation 5 e PC – rappresenta un azzardo colossale per uno studio che, nonostante i fasti del passato, non sta attraversando un momento finanziario semplice. Le indiscrezioni parlano di costi di produzione stellari e di vendite iniziali al di sotto delle aspettative per lo sparatutto a estrazione, il che rende i paventati tagli al personale una conseguenza quasi inevitabile per riequilibrare i conti.

Un futuro senza certezze tra licenziamenti e silenzi

La cronaca di queste ore ci restituisce quindi l’immagine di una software house divisa in due. Da un lato c’è la necessità di gestire l’eredità monumentale di Destiny 2, un live service che ha letteralmente plasmato il genere negli ultimi dieci anni; dall’altro, l’urgenza di dimostrare al mercato e alla proprietà (Sony, che ha acquisito lo studio nel 2022) che il futuro esiste ancora. È proprio in questo vuoto di potere che si inserisce la notizia più inquietante: secondo le fonti citate da Bloomberg, allo stato attuale non ci sarebbe alcun via libera per un ipotetico **Destiny 3**, e nessun altro progetto è stato ufficialmente approvato per assorbire le risorse umane che verranno liberate dalla fine del supporto al vecchio gioco. Un quadro, insomma, dove la strategia sembra ridursi a un azzardo totale su **Marathon**, mentre i dipendenti del settore “legacy” – quelli che hanno costruito il mito di Bungie – aspettano di sapere se avranno ancora un posto dove lavorare, o se finiranno nel dimenticatoio insieme ai Guardiani.

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