Bungie annuncia nuovi licenziamenti: Destiny 2 sotto le aspettative, tagli anche in Sony

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Redazione Scienza e Tecnologia Redazione Scienza e Tecnologia   -   Non c'è pace per il comparto videoludico, che negli ultimi mesi ha vissuto una fase particolarmente complessa segnata da annunci di riorganizzazioni e riduzioni del personale che hanno colpito alcuni dei più importanti studi di sviluppo internazionali. L'ultima, in ordine di tempo, è la conferma ufficiale da parte di Bungie, lo storico studio dietro il franchise di Destiny e del prossimo atteso Marathon, di una sostanziale riduzione della propria forza lavoro.

Una notizia, questa, che era già stata anticipata nei giorni scorsi da alcuni report di settore e che ora trova riscontro nelle parole della dirigenza, la quale ha spiegato come questa scelta, per quanto dolorosa, sia diventata necessaria per garantire la sostenibilità futura dell'azienda in un contesto di mercato in rapida evoluzione.

Il messaggio ufficiale e il peso delle aspettative

Attraverso un comunicato diffuso sui propri canali social ufficiali, Bungie ha rotto il silenzio sulla questione, definendo la decisione con un'espressione che lascia poco spazio a interpretazioni: "Con grande tristezza, annunciamo una riduzione del personale mentre riorganizziamo Bungie". Nella stessa nota, i leader attuali e passati dello studio hanno riconosciuto con schiettezza un dato che, a loro dire, non può essere trascurato: "Negli ultimi anni Destiny 2 è rimasto al di sotto delle aspettative".

Questa ammissione, che suona come un duro colpo per un titolo che ha segnato un'epoca nel genere dei looter shooter, getta una luce impietosa sulle performance commerciali e qualitative del gioco, che non sarebbero state in grado di sostenere l'enorme struttura organizzativa messa in piedi dallo studio, la quale, con i progetti futuri ancora in una fase embrionale di sviluppo, avrebbe finito per rivelarsi insostenibile.

L'impatto sui team di sviluppo

Secondo quanto emerso dalla comunicazione ufficiale e dalle successive ricostruzioni, l'ondata di licenziamenti non risparmierà nessun reparto, ma colpirà in maniera particolarmente dura il team dedicato a Destiny 2, ovvero il cuore pulsante della produzione attuale, così come alcuni sviluppatori che stavano lavorando a Marathon, il titolo che dovrebbe rappresentare il futuro dello studio.

Si tratta di una riorganizzazione interna di ampio respiro, che arriva a valle della conclusione del supporto programmato per l'ultima espansione di Destiny 2, The Final Shape, e che mira a ridimensionare le ambizioni a breve termine per concentrare le risorse su ciò che verrà dopo, anche se questo significa dover rinunciare a una parte significativa del personale che ha reso grande il marchio.

La società ha chiarito che, di fronte a un mercato sempre più competitivo e a costi di produzione in continua ascesa, la scelta di mantenere le dimensioni attuali dello studio non era più percorribile, rendendo quindi inevitabile un intervento drastico per evitare conseguenze ancora peggiori sul lungo periodo.

La reazione di Sony e i tagli trasversali

La scia di questa riorganizzazione, però, non si è fermata ai confini di Bungie, che pure è entrata a far parte dell'ecosistema di PlayStation Studios dopo l'acquisizione da parte di Sony Interactive Entertainment. A testimonianza della complessità della situazione, è intervenuto direttamente Hermen Hulst, CEO di Sony Interactive Entertainment, il quale ha rivelato che i licenziamenti non hanno coinvolto esclusivamente il personale di Bungie.

Pare infatti che ci siano stati dei tagli anche all'interno di alcuni team che si occupavano di supportare le operazioni dello studio, una conseguenza a catena che evidenzia come le difficoltà di un singolo attore possano riverberarsi sull'intera struttura che lo circonda.

Hulst ha commentato la situazione, spiegando che Sony stessa ha dovuto fare i conti con la necessità di ridimensionare alcuni reparti dedicati al supporto, dimostrando come la crisi che ha investito Bungie sia solo la punta di un iceberg più ampio che sta toccando l'intero settore, costretto a fare i conti con una fase di stretta e di profonda riflessione sui modelli di business adottati fino a oggi.

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