Destiny 3, la petizione dei fan supera le 170mila firme: “Sony, dai il via libera”

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Redazione Scienza e Tecnologia Redazione Scienza e Tecnologia   -   Non bastava l’annuncio, improvviso e per certi versi traumatico, della fine del supporto attivo per Destiny 2: ora, a dare ulteriore corpo al malcontento popolare, ci pensano i numeri che arrivano dal web, quelli che raccontano di una comunità – se così si può ancora chiamare, e mi si passi il termine solo per chiarezza – che non intende assistere in silenzio al tramonto del franchise.

Una petizione lanciata su Change.org, la celebre piattaforma di attivismo civico digitale, ha già raccolto oltre 176. ign +2

000 adesioni, con un obiettivo chiarissimo, tanto sintetico quanto perentorio, rivolto direttamente ai piani alti dell’elettronica nipponica: “Sony, dai il via libera a Destiny 3”.

Il movimento, partito spontaneamente dai ranghi dei giocatori più accaniti dello sparatutto firmato Bungie, intende forzare la mano alla multinazionale, spingendola a mettere in cantiere il terzo capitolo di una saga che, lo ricordiamo, aveva fatto il suo debutto lontano nel tempo, precisamente il 9 settembre del 2014, su console di settima e ottava generazione. ign +2

Un’epoca in cui Bungie, ormai allontanatasi dai lidi di Microsoft dopo l’esperienza di Halo, si preparava da anni a rivoluzionare il concetto stesso di universo condiviso, inconsapevole di quanto quel connubio tra sparatutto e ruolo avrebbe inciso sugli equilibri del mercato. multiplayer +2

L’effetto sorpresa in redazione: sviluppatori all’oscuro della fine dei lavori

Se la reazione dei fan è stata veemente, ancor più pesanti – e rivelatrici di una gestione interna quantomeno singolare – sono le indiscrezioni che filtrano dagli stessi studi di sviluppo.

Stando a un report pubblicato da Forbes, che cita fonti vicine al team, la maggior parte dello staff di Bungie non sarebbe stata messa al corrente dell’imminente conclusione del supporto al gioco. multiplayer +2

E non parliamo di un preavviso risicato: la data per lo spegnimento dei motori sarebbe stata fissata già all’inizio dell’anno, eppure, per mesi, molti dipendenti hanno continuato a lavorare ignari, impegnati a cesellare contenuti futuri destinati a non vedere mai la luce, come l’espansione "Shattered Cycle", prevista per l’estate.

Il paradosso, amaro per chi ha sudato su quei codici, è che la notizia sia stata appresa contemporaneamente dal pubblico e dai tecnici, con un effetto sorpresa che ha gelato i reparti creativi. multiplayer +2

Un silenzio, quello dei vertici, che ha lasciato interdetti anche quei pochi che erano a conoscenza del piano, i quali avrebbero addirittura “implorato” i superiori di allargare il cerchio per evitare il caos. multiplayer +2

Il cantiere dei sogni infranti: tra progetti cancellati e futuro incerto

L’assenza di una comunicazione trasparente lascia quindi spazio a scenari complessi per il futuro dello studio, che ora si trova a dover gestire le conseguenze di questa scelta radicale.

Bungie ha ufficialmente annunciato l’intenzione di concentrare le proprie energie su nuovi progetti, molti dei quali ancora in fase di incubazione, ma la confusione regna sovrana e il percorso appare più accidentato che mai. multiplayer +2

In questo vuoto di informazioni, la petizione dei fan rappresenta un tentativo di riempire il silenzio con un messaggio forte: l’appetito per l’universo sci-fi di Destiny è tutt’altro che sazio.

Gli oltre 170mila sostenitori (anzi, 176mila, per la precisione) chiedono a gran voce che Sony dia il semaforo verde per lo sviluppo del terzo capitolo, sperando di interrompere quel lento stillicidio che sta portando al congelamento di un ecosistema amato da milioni di giocatori.

La mobilitazione, insomma, prova a scongiurare quella che molti temono essere l’alba di un’era buia per gli "Guardiani". multiplayer +2

I numeri della contestazione e lo stato di salute di un colosso

Per comprendere la portata del fenomeno, basta osservare la rapidità con cui le firme si sono accumulate negli ultimi giorni: un tam-tam digitale che ha trasformato una semplice raccolta firme in un vero e proprio termometro del malumore popolare.

I fan più accaniti non si limitano a sperare; organizzano azioni collettive, programmano il ritorno massiccio sui server in coincidenza con gli ultimi aggiornamenti per gonfiare artificialmente le statistiche, nel disperato tentativo di dimostrare a Sony che esiste ancora un mercato remunerativo. multiplayer +2

D’altro canto, la situazione interna a Bungie è resa ancor più fluida dalle voci di consistenti licenziamenti in vista, con lo staff che, durante un municipio successivo all’annuncio, avrebbe cercato invano di strappare rassicurazioni sulla tenuta dei posti di lavoro.

Mentre le risorse vengono dirottate su altri progetti – come il recente "Marathon", che non ha però ancora dimostrato di poter reggere il confronto in termini di engagement – il destino del franchise resta appeso a un filo. ign +2

E se l’appello che arriva dalla rete fosse l’ultima àncora di salvezza per evitare che l’universo di Destiny cada nell’oblio, o se invece verrà ignorato come un semplice rumore di sottofondo, è una partita che si giocherà solo nei consigli di amministrazione, lontano dalla luce dei riflettori. multiplayer +2

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