Cremonini, la libertà ritrovata dopo la manipolazione e la malattia
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Redazione Cultura e Spettacolo
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In un racconto che attraversa le pieghe più intime della sua esistenza, Cesare Cremonini disegna il percorso accidentato che lo ha condotto a una ritrovata serenità, un traguardo conquistato dopo aver affrontato demoni personali e relazioni tossiche. Il cantante bolognese, che ha da poco lanciato il nuovo singolo “Ragazze Facili” nella versione live, ha svelato senza veli i retroscena di una vita segnata da lotte private, a cominciare dalla diagnosi di una lieve forma di schizofrenia, una condizione che oggi affronta con la regolarità di una terapia farmacologica che definisce, senza reticenze, come una forma di “accettazione di sé in cura”. Questo percorso di guarigione interiore si intreccia indissolubilmente con la sua storia familiare, in particolare con la figura centrale della madre, alla quale, in una notte decisiva, riuscì a convincere di lasciare un marito di trent’anni più anziano, un episodio che segnò una liberazione per entrambi.
Il fantasma di Dalla e l'ombra del manager
Il racconto di Cremonini si perde, poi, nella memoria di un rapporto complesso e mai banale con Lucio Dalla, il mentore con cui il legame fu tutt’altro che lineare. “Le chiedeva: signora, come mai non posso essere amico di suo figlio?”, rivela il cantante, rievocando le parole che il maestro di Bologna rivolgeva a sua madre, quasi a sottolineare una distanza che lui stesso, Cremonini, tentò di colmare telefonandogli, qualche anno prima della scomparsa, con la semplice richiesta di un caffè. Quell’incontro, che si consumò nella casa di Dalla in compagnia di Francesco De Gregori, rimane impresso nella sua memoria soprattutto per la visione surreale dell’ascensore che lo condusse all’appartamento, un viaggio durante il quale, salendo, intravedeva la strabiliante collezione d’arte del padrone di casa, popolata da coccodrilli e maschere africane. A questo ricordo luminoso fa da contraltare l’esperienza negativa con il suo ex manager, una figura che il musicista descrive senza mezzi termini come manipolatrice, dalla cui influenza è riuscito a emanciparsi solo cinque anni fa, un distacco che ha rappresentato una tappa fondamentale nella sua personale battaglia per la libertà.
L'amore come musa e la strategia per il futuro
In questo quadro di rinascita, un posto speciale lo occupa il riferimento a Giorgia Cardinaletti, con la quale l’artista afferma che la loro storia “non c’è più”, pur riconoscendole un merito profondo nella sua produzione musicale. È a lei, infatti, che dedica il merito di aver ispirato “Ragazze Facili”, una canzone nata da una domanda che “può cambiare la vita di un uomo: il coraggio di amare”. Questo nuovo capitolo artistico, celebrato anche dal successo dell’album “Cremonini LIVE25” che si è piazzato al secondo posto in classifica Fimi e annunciato da una serie di eventi live per la prossima estate, si fonde con una filosofia di vita chiara e determinata. “La libertà è la mia strategia”, dichiara Cremonini, tracciando una linea netta tra un passato di costrizioni e un presente finalmente governato dall’autodeterminazione.
Uno sguardo sul mondo tra autoritarismi e politica
La sua riflessione, tuttavia, non si limita alla sfera personale ma si allarga a uno sguardo critico sul contesto sociale e politico contemporaneo, in un’epoca che vede, a suo avviso, il ritorno preoccupante di autoritarismi in diverse nazioni. Pur senza addentrarsi in speculazioni, il musicista osserva il panorama italiano, citando esplicitamente il confronto tra Giorgia Meloni e Elly Schlein, una dialettica dalla quale si tiene volutamente fuori, affermando di non sostenere nessuna delle due leader. Una presa di posizione che completa il ritratto di un uomo che, dopo aver lottato per la propria indipendenza emotiva e professionale, guarda al mondo esterno con la consapevolezza di chi ha fatto della libertà il proprio principio cardine.




