Conti violati, Intesa si scusa, “Mai più”
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Redazione Economia
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BARI — «Siamo molto dispiaciuti di quanto accaduto e chiediamo scusa. Non dovrà più accadere». Con queste parole, Banca Intesa Sanpaolo interviene nello scandalo che ha travolto il suo ormai ex dipendente, Vincenzo Coviello, accusato di aver eseguito 6.976 accessi abusivi alle banche dati, interrogando conti correnti e estratti conto delle carte di credito di numerosi clienti, tra cui politici di spicco come la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, e il governatore del Veneto, Luca Zaia.
L'inchiesta, condotta dalla procura di Bari, ha rivelato che Coviello, in poco più di un anno, ha violato le norme, i regolamenti e le procedure interne della banca, consultando dati e informazioni in modo ingiustificato. La banca, in una nota ufficiale, ha sottolineato che il sistema interno di controlli ha individuato l'attività illecita del dipendente, portando alla sua immediata sospensione e successivo licenziamento. Inoltre, Intesa Sanpaolo ha notificato l'accaduto al Garante della Privacy e ha sporto denuncia come parte lesa.
Nonostante l'accaduto, la banca ha assicurato che non vi sono problemi di sicurezza informatica, ribadendo di essere tra i migliori al mondo da questo punto di vista. Tuttavia, l'episodio ha sollevato preoccupazioni riguardo la tempestività degli alert e l'efficacia dei controlli interni, spingendo la procura a indagare ulteriormente sui tempi di rilevazione delle violazioni.
Intesa Sanpaolo, nel tentativo di rassicurare i propri clienti, ha dichiarato: «Siamo molto dispiaciuti di quanto accaduto e chiediamo scusa. Quanto avvenuto non dovrà più accadere».




