PoltroneSofà, violati i dati dei clienti in un attacco ransomware

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Redazione Economia Redazione Economia   -   Il gruppo PoltroneSofà, già noto per precedenti contestazioni in ambito commerciale, ha denunciato di aver subito un pesante attacco informatico, il cui esito potrebbe concretizzarsi in una fuga di dati personali. L'azienda, che opera nel settore dell'arredamento, ha comunicato ai propri clienti come lo scorso 27 ottobre i suoi sistemi informativi siano stati colpiti da un ransomware, una tipologia di malware che, cifrando i dati, ne impedisce l'accesso agli utenti legittimi e spesso ne determina la sottrazione. L'episodio, che si inserisce in un panorama nazionale e internazionale sempre più segnato da simili eventi criminosi, ha portato alla probabile compromissione di un numero imprecisato di schede cliente, le quali, contenendo informazioni riservate, espongono gli interessati a un elevato rischio di truffe e utilizzi illeciti.

La comunicazione ai clienti e i dati a rischio

Attraverso una mail inviata alle persone i cui indirizzi erano custoditi nei database aziendali, PoltroneSofà ha reso noto il verificarsi dell'incidente, precisando la natura ransomware dell'assalto informatico. Se ne deduce che i criminali, dopo essersi introdotti nei server, non solo ne hanno bloccato le funzionalità ma hanno anche proceduto a copiare, o "esfiltrare", una mole significativa di informazioni. Questa pratica, diventata ormai consueta per gli hacker, mira a massimizzare il profitto, minacciando parallelamente di rendere pubblici i dati rubati qualora non venga corrisposto un riscatto. La società, da parte sua, non ha fornito dettagli specifici sulla quantità e sulla tipologia esatta delle informazioni trafugate, limitandosi a segnalare il potenziale pericolo per i propri clienti, ai quali ha raccomandato la massima vigilanza.

Un precedente contenzioso con l'Antitrust

La vicenda giunge in un momento non proprio felice per l'immagine Corporativa del gruppo forlivese, il quale, nel recente passato, si è trovato a dover fronteggiare un'altra spinosa questione di natura legale. Nel 2021, infatti, l'Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato irrogò a PoltroneSofà una sanzione da un milione di euro, accusandola di aver messo in atto una campagna pubblicitaria giudicata ingannevole. Quel provvedimento, che aveva già attirato l'attenzione dei media e del settore sulle pratiche commerciali dell'azienda, costituisce un antecedente che rende l'attuale crisi informatica ancor più significativa, delineando un percorso accidentato sul piano della compliance e della trasparenza verso la propria clientela.

Le domande sulla conservazione dei dati

Proprio la comunicazione dell'attacco ha sollevato, tra gli addetti ai lavori e tra gli stessi utenti, un interrogativo cruciale riguardante le politiche di gestione e archiviazione delle informazioni da parte della società. La mail inviata ai clienti, infatti, sembrerebbe essere giunta anche a persone che non intrattengono rapporti commerciali con PoltroneSofà da diversi anni, il che lasc presupporre che l'azienda conservi i dati personali per un arco temporale molto lungo, ben oltre la conclusione effettiva del rapporto di fornitura. Questa circostanza, che tocca da vicino i principi di minimizzazione e limitazione della conservazione sanciti dal Regolamento Generale sulla Protezione dei Dati, rappresenta un aspetto di non secondaria importanza, poiché un archivio datato amplifica notevolmente la portata della violazione, coinvolgendo una platea di soggetti molto più vasta di quella degli acquirenti recenti.

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