La fiamma olimpica percorre l'Italia, da Roma alla Sardegna, in un viaggio di passioni e simboli
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Redazione Sport
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Gregorio Paltrinieri, nel solco di una tradizione che affida a figure di riconosciuto valore l’onore di dare il via al percorso, ha acceso il viaggio italiano del simbolo dei Giochi nella Capitale, un percorso che, snodandosi attraverso varie personalità dello sport e della cultura, ha visto alternarsi, tra gli altri, il talento tennistico di Matteo Berrettini, l’esperienza cestistica di Gigi Datone e Andrea Bargnani, il carisma di Achille Lauro e la creatività di Giuseppe Tornatore. La staffetta, il cui tracciato si è sviluppato lungo le strade di Roma, ha incluso anche un gesto di forte valenza simbolica, affidando un tratto al campione Achille Polonara, il quale, mentre prosegue la sua personale battaglia contro la leucemia, ha incarnato, con la sua presenza, uno degli spiriti più autentici dell’evento olimpico.
La fiamma che non si spegne: storie di sfida oltre la staffetta
Quella stessa fiamma, del resto, che arde nel braciere olimpico non è che la materializzazione di un fuoco interiore che per alcuni non conosce età, come dimostra la vicenda, narrata in queste settimane, di un atleta ottantatreenne il quale, pur avendo alle spalle una lunga carriera, ha deciso di tornare a competere indossando i guanti in una categoria dilettantistica, trovando in quella “vecchia-nuova” sfida la medesima motivazione che anima i tedofori. Un parallelismo che non sfugge, considerando come l’emozione di portare il simbolo dei Giochi, come ha dichiarato uno di loro parlando del passaggio a Perugia, costituisca un’esperienza unica e indimenticabile, capace di unire grandi campioni e sportivi amatoriali in un sentimento comune.
Il cammino in Sardegna e l’approdo a Cagliari
Dopo aver illuminato il continente, il viaggio della fiaccola ha attraversato il Tirreno per raggiungere la Sardegna, toccando prima Nuoro e poi approdando, domenica 14 dicembre, a Cagliari. Il percorso cittadino, sviluppatosi dal Poetto fino a via Roma, è stato animato da una serie di tedofori locali e nazionali, con l’ultimo chilometro affidato a tre figure di spicco dello sport isolano: Dalia Kaddari, Giulia Stagno e Francesca Zucca, le quali hanno avuto il compito di condurre il simbolo fino al palco allestito per l’occasione, dove è stato infine acceso il braciere destinato a celebrare la tappa.
Il tour toscano tra arte, storia e sport
Il cammino del fuoco olimpico, che costituisce un vero e proprio racconto per immagini del Paese, ha poi fatto il suo ingresso in Toscana il 10 dicembre, partendo da Arezzo per concludere la prima giornata regionale a Siena, nei giardini della Lizza. L’itinerario aretino, lambendo luoghi di straordinario valore artistico come il duomo, la basilica di San Francesco e la chiesa di San Domenico, ha unito idealmente patrimonio culturale e spirito sportivo, mentre tra i portatori della fiaccola si sono distinti nomi come quelli del cantante Al Bano, dell’azzurro del peso Leonardo Fabbri, della schermitrice Alice Volpi e di un gruppo di giovani provenienti dall’esperienza di Rondine. Il tour nella regione, della durata complessiva di tre giorni, è proseguito successivamente verso Firenze e Livorno, aggiungendo altre pagine a un diario di viaggio che precede l’appuntamento con i Giochi del 2026.




