Il ko del Napoli regala al Bologna l’ottavo posto, Milinkovic-Savic sotto accusa
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Redazione Sport
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A Bologna si respira un’aria di entusiasmo quasi inaspettato, mentre a Fuorigrotta — complice la notte fonda e il sonno ancora breve dopo la delusione — domina invece un’amarezza enorme. Il giorno successivo alla vittoria esterna degli emiliani (3-2 al Maradona, nella cornice della trentaseiesima giornata di Serie A) le due città guardano la stessa classifica con sentimenti diametralmente opposti. Perché se è vero che gli uomini di Vincenzo Italiano non avevano più nulla da chiedere a questo campionato, se non un po’ di quella gloria che fa da traino per le prossime stagioni, è altrettanto vero che il colpaccio di Napoli ha ridisegnato all’improvviso gli equilibri nella zona calda del mezzo della graduatoria.
Il sorpasso che vale un’Europa (virtuale) e la festa azzurra rimandata
Il Napoli, come noto, si aspettava di blindare aritmeticamente la qualificazione alla prossima Champions League; la matematica, però, è un’entità capricciosa e con il rosso di Rowe arrivato al novantunesimo — a pochi minuti dal termine di una partita che sembrava incanalata verso un pareggio per 2-2 — ha invece deciso di rinviare la festa. Per la cronaca, le reti partenopee portano la firma del capitan Di Lorenzo (rientrato dopo cento giorni dall’infortunio, segnando al quarantacinquesimo) e di Alisson ad inizio ripresa, mentre il Bologna aveva aperto le danze al decimo con Bernardeschi e raddoppiato su rigore al trentaquattresimo con Orsolini. Quel 2-3 finale consegna di fatto agli emiliani l’ottavo posto, conquistato con un doppio sorpasso ai danni di Lazio e Udinese; un traguardo che Italiano e i suoi ora proveranno a blindare nelle ultime due uscite, sulla carta molto impegnative ma altrettanto stimolanti per chi ha ritrovato il gusto di provarci.
Bernardeschi e Orsolini, la sintesi ritrovata di un reparto offensivo
Tra i migliori della sfida spicca senza dubbio Federico Bernardeschi. Lui che per tutta la stagione è stato spostato di qua e di là — ora interno di centrocampo, ora esterno alto, ora trequartista — alla fine ha trovato la sua dimensione ideale proprio a Fuorigrotta: coesistere con Orsolini, svariando su tutto il fronte offensivo, si sta rivelando la soluzione che assicura più qualità alla manovra. I due si cercano, si trovano e si completano, rendendo il Bologna una squadra difficile da contenere per qualsiasi retroguardia. Non è un caso se il gol partita di Rowe arriva su un’azione sporca generata proprio da un cross di Miranda, respinto male dal portiere avversario nel cuore dell’area; e lì, nel caos, il Bologna è stato più lucido.
Milinkovic-Savic nel mirino: la stampa non perdona gli errori decisivi
Tra i meno brillanti, inevitabilmente, finisce Vanja Milinkovic-Savic. Il portiere serbo, secondo i quotidiani sportivi, non è esente da colpe: la Gazzetta dello Sport gli rifila un 5,5, annotando che “intuisce il rigore ma non ci arriva”. E sul tiro-cross di Miranda — aggiunge la Rosea — “può fare di più, la respinge nel cuore dell’area e arriva il ko”. Una lettura sostanzialmente condivisa dal Mattino e da Tuttosport, che sottolineano come l’incertezza sul secondo palo e la mancata deviazione in corner abbiano pesato come macigni sul risultato finale. Per il Napoli, adesso, restano due giornate per provare a ottenere quel punticino o quei tre punti che mancano alla festa europea. Ma l’ottavo posto ritrovato dal Bologna, con la sua carica di stimoli, è già una notizia.




