Mutui, il Taeg vola al 3,96% a maggio: tassi in risalita prima della stretta Bce
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Redazione Economia
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Il costo del denaro per l'acquisto di una casa continua a salire, come confermano i dati diffusi oggi dalla Banca d’Italia nel report "Banche e moneta". A maggio, il Tasso Annuale Effettivo Globale (Taeg) applicato ai nuovi mutui per le famiglie ha raggiunto il 3,96%, registrando un aumento rispetto al 3,91% del mese di aprile e tornando a sfiorare la soglia psicologica del 4% dopo le lievi flessioni dei mesi scorsi.
La risalita del Taeg, che include le spese accessorie oltre al tasso di interesse puro, segna un'inversione di tendenza rispetto ai valori minimi toccati a marzo, quando l'indicatore si era attestato al 3,81%. Con il 3,96% di maggio, il costo medio dei finanziamenti a tasso variabile e fisso si riporta su livelli che iniziano a pesare concretamente sui bilanci delle famiglie, anticipando di fatto le preoccupazioni per un ulteriore inasprimento delle condizioni di credito.
L’effetto Iran e l’allarme del Codacons
La tensione sul fronte dei mutui arriva in un contesto internazionale già segnato dalle ripercussioni economiche del conflitto in Medio Oriente. Secondo quanto riportato dall'associazione dei consumatori Codacons, l'effetto Iran si sta abbattendo sul mercato dei mutui, confermando un allarme lanciato già nelle scorse settimane. L'incremento dei tassi registrato a maggio, infatti, ha anticipato di fatto la decisione della Banca Centrale Europea, arrivata solo a giugno, di procedere con un rialzo dei tassi di riferimento.
Il Codacons sottolinea come il mercato dei mutui a tasso variabile, che in Italia vale circa 150 miliardi di euro coinvolgendo circa un milione di famiglie, sia particolarmente esposto a queste dinamiche. Le famiglie si trovano così a dover fare i conti con un doppio effetto: l'aumento dell'inflazione sui beni di consumo quotidiano e la crescita delle rate del mutuo, che diventano progressivamente più pesanti.
Un'eventuale ulteriore risalita dei tassi, paventata dai mercati per i prossimi mesi, potrebbe tradursi in un aggravio significativo delle rate mensili, specialmente per chi ha scelto un finanziamento indicizzato all'Euribor.
Mutui e credito al consumo: il quadro completo di maggio
Oltre ai mutui casa, il report della Banca d’Italia fornisce indicazioni anche sul costo di altre forme di finanziamento. A maggio, il Taeg per il credito al consumo, destinato a prestiti personali e finalizzati, si è attestato al 10,37%, mostrando una leggera flessione rispetto al 10,41% di aprile ma mantenendosi su valori storicamente elevati.
Per le imprese, invece, il costo dei nuovi prestiti a breve e medio termine ha seguito la stessa tendenza al rialzo dei mutui: il tasso medio per le società non finanziarie è salito al 3,67% a maggio, dal 3,56% del mese precedente, confermando l’aumento generalizzato del costo del credito per tutto il sistema economico.
Questa tendenza potrebbe accentuarsi nelle prossime rilevazioni, alla luce della decisione della BCE dell’11 giugno, quando il Consiglio direttivo ha approvato un rialzo di 25 punti base dei tassi di interesse, portando il tasso sui depositi al 2,25% e quello sulle operazioni di rifinanziamento principali al 2,40%. L'aumento, il primo dal 2023, è stato motivato dall'esigenza di contrastare le pressioni inflazionistiche generate proprio dalle tensioni geopolitiche e dall'aumento dei prezzi dell'energia.
L’impatto sulle rate e le prospettive del mercato
L'incremento dei tassi di maggio, seppur contenuto, ha già iniziato a farsi sentire sulle rate dei mutui a tasso variabile. L'Euribor, principale indice di riferimento per queste forme di finanziamento, ha mostrato una risalita nei mesi primaverili, passando da valori intorno al 2% a un 2,15% circa, con effetti diretti sui piani di ammortamento. Per un mutuo standard di 126.000 euro in 25 anni, l'aumento dell'Euribor si è tradotto in un incremento di pochi euro al mese, un segnale che gli analisti interpretano come l'inizio di una nuova fase, seppur contenuta, di crescita del costo del denaro.
Le prospettive per il futuro restano legate alle decisioni della BCE, che ha lasciato intendere di adottare un approccio basato sui dati, valutando riunione per riunione l'evoluzione dell'inflazione e della crescita economica. L'incertezza sul quadro internazionale e la possibilità di ulteriori shock sui prezzi dell'energia mantengono alto il livello di attenzione per chi deve accendere un mutuo o sta valutando di rinegoziare la propria posizione, in un mercato che sembra aver definitivamente lasciato alle spalle il periodo dei tassi ai minimi storici.




