Prezzi in rialzo per caffè, cacao, tè e succo d'arancia
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Redazione Economia
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Negli ultimi mesi, i prezzi di alcune delle materie prime più amate per la colazione, come caffè, cacao, tè e succo d'arancia, hanno subito un'impennata significativa. Secondo un'analisi della piattaforma di investimenti eToro, il costo dei chicchi di caffè è aumentato del 69% da gennaio a novembre 2024, spingendo i futures a New York ai livelli più alti dal 1977. Dietro questo aumento record si celano due guerre, una crisi internazionale e un'emergenza climatica.
Il Brasile, uno dei principali produttori di caffè al mondo, è stato colpito da una gravissima siccità nei mesi scorsi, causando preoccupazioni a livello di produzione nazionale. Questo ha contribuito a far salire le quotazioni del caffè sui mercati internazionali, con i contratti future sul mese di dicembre che sono aumentati del 70% da inizio anno. Un boom che non si vedeva dal 1977, quasi mezzo secolo fa, ma che spaventa i consumatori preoccupati per i rincari dei chicchi che pesano sempre di più sul prezzo della tazzina.
Anche il cacao, il tè e il succo d'arancia non sono stati risparmiati da questa tendenza al rialzo. Le cause di questi aumenti sono molteplici e complesse, ma tra le principali si annoverano le condizioni climatiche avverse, le tensioni geopolitiche e le difficoltà logistiche legate alla pandemia di COVID-19. Questi fattori hanno contribuito a creare un contesto di incertezza e volatilità sui mercati delle materie prime, con ripercussioni dirette sui prezzi al consumo.
In Italia, il caffè è una bevanda irrinunciabile per molti, e l'aumento dei prezzi ha suscitato preoccupazioni tra i consumatori. Secondo il bollettino settimanale di Aretè, società indipendente di analisi e previsione sui mercati delle materie prime agrifood, il caro-tazzina è uno dei rincari dell'agroalimentare che fa più paura nel nostro Paese.




