Strage di Nuoro, Roberto Gleboni e il Massacro della sua Famiglia
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Redazione Interno
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Roberto Gleboni, un operaio forestale di 52 anni, ha sconvolto la città di Nuoro con un atto di violenza inaudita. Nella sua abitazione di via Ichnusa, ha sparato alla moglie Giusy Massetti, di 43 anni, alla figlia maggiore Martina, di 25, al figlio di 10 anni e al vicino di casa Paolo Sanna, di 69 anni, prima di togliersi la vita. L'unico sopravvissuto, il figlio quattordicenne, ha raccontato di essersi finto morto per salvarsi, mentre il padre seminava il terrore in casa.
La relazione tra Roberto e Giusy era iniziata quando lei era ancora una bambina, diventando madre prima dei 18 anni. Negli anni, la famiglia si era allargata con l'arrivo di altri due figli, e il legame tra i coniugi sembrava essersi consolidato. Tuttavia, dietro l'apparente normalità, si celava un rapporto totalizzante e ossessivo. Giusy aveva rinunciato a tutto per il marito, dedicandosi esclusivamente alla casa e alla famiglia, mentre Martina, la primogenita, lo adorava al punto da dedicargli la tesi di laurea.
La mattina della tragedia, le urla provenienti dall'appartamento hanno attirato l'attenzione dei vicini, ma nessuno avrebbe potuto immaginare l'orrore che si stava consumando all'interno. Il figlio quattordicenne, colpito di striscio alla nuca, ha descritto il drammatico momento in cui ha visto il padre sparare alla madre e ai fratelli. "Stamattina a casa urlavano tutti, babbo e mamma urlavano", ha raccontato ai soccorritori mentre veniva portato in ospedale.
Gli inquirenti stanno cercando di ricostruire il movente dietro questo gesto estremo, scavando nella vita della famiglia Gleboni per trovare indizi che possano spiegare l'accaduto.




