Strage di Nuoro, Roberto Gleboni e il dramma familiare

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Nuoro è stata scossa da una tragedia di proporzioni inimmaginabili, un evento che ha lasciato la città e l'intera isola in uno stato di sgomento e incredulità. Roberto Gleboni, un operaio forestale di 52 anni, ha compiuto un gesto estremo e incomprensibile, sterminando la sua famiglia e un vicino di casa prima di togliersi la vita. La vicenda, che ha avuto luogo il 25 settembre, ha visto Gleboni uccidere la moglie Giusy Massetti, casalinga di 43 anni, con quattro colpi di pistola, due alla tempia e due al torace, un dettaglio che suggerisce un accanimento particolare contro di lei.

La furia omicida di Gleboni non si è fermata qui: ha infatti sparato anche alla figlia Martina, di 25 anni, e al figlio Francesco, di soli 10 anni, prima di rivolgere l'arma contro il vicino di casa Paolo Sanna, 69 anni, che si trovava lì per caso. Dopo aver compiuto questo massacro, Gleboni si è recato a casa della madre, dove ha tentato di uccidere anche lei, lasciandola gravemente ferita e ricoverata in rianimazione a Nuoro, per poi suicidarsi.

Le indagini, ancora in corso, stanno cercando di far luce sui motivi che hanno spinto Gleboni a compiere un gesto così estremo. Tra le ipotesi più accreditate, oltre alla malattia della moglie e alla sua mania di controllo, emerge con insistenza il movente economico. Gleboni, infatti, aveva venduto la casa e la famiglia viveva di piccoli lavoretti per arrotondare, una situazione che potrebbe aver contribuito a far precipitare gli eventi.

Gli inquirenti hanno avviato accertamenti bancari e patrimoniali per comprendere meglio la situazione economica della famiglia e verificare se vi siano stati recenti problemi finanziari che possano aver innescato la tragedia.

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