Blitz all'alba nei palazzi fantasma di Modena, sgomberate le occupazioni abusive tra droga e degrado

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Nelle prime ore della mattina, un imponente dispositivo interforze ha fatto irruzione nei due complessi residenziali di via Repubblica di Montefiorino, ai civici 35 e 37, da tempo trasformati in una roccaforte dell'occupazione abusiva e del degrado. L'operazione, condotta dai carabinieri in sinergia con la polizia locale e con il supporto della guardia di finanza, ha portato alla perlustrazione sistematica dei sei piani delle palazzine, proprietà di un fondo d'investimento – identificato come Fondo Immobiliare Scoiattolo – e ormai ridotte in uno stato di semi-abbandono che ne aveva favorito la progressiva colonizzazione da parte di tossicodipendenti e sbandati. Gli agenti, penetrati negli stabili blindando le vie d'accesso, hanno proceduto allo sgombero di cinque appartamenti illegalmente occupati, rintracciando all'interno tredici persone, tutte immediatamente sottoposte a identificazione e ai successivi accertamenti di rito da parte degli inquirenti.

La situazione di quei caseggiati, situati in un contesto urbanizzato densamente popolato, era da tempo al centro dell'attenzione delle forze dell'ordine e delle proteste dei residenti. Da anni, come emerso anche da recenti sollecitazioni politiche in Consiglio comunale, le poche famiglie che vivono legalmente in quelle palazzine – non più di quattro – sono costrette a convivere con un viavai notturno di individui dall'aspetto losco e con l'emergere di fenomeni di microcriminalità. All'interno degli edifici, definiti a tutti gli effetti dei "palazzi-fantasma", i militari hanno potuto constatare condizioni igieniche al limite della sopportabilità, con cumuli di sporcizia, bivacchi improvvisati e, dettaglio ancor più allarmante, il rinvenimento di una pistola, segno tangibile di un pericolo sociale che ormai era divenuto concreto per l'intera zona. I sigilli apposti sugli appartamenti sgomberati rappresentano un primo, necessario passo per restituire legalità a un'area altrimenti preda del più totale abbandono.

Parallelamente all'azione sgomberativa emiliana, l'attività repressiva delle forze dell'ordine si è concentrata anche nel basso Lazio, dove i carabinieri della Compagnia di Casal di Principe hanno messo a segno un'altra operazione di ampio respiro. Nel corso della serata di ieri, 27 febbraio 2026, un'ampia porzione dell'Agro Aversano – con verifiche mirate nei comuni di Casal di Principe, San Cipriano d'Aversa e Casapesenna – è stata passata al setaccio dai militari, coadiuvati da personale specializzato dell'Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, per contrastare non solo la microcriminalità diffusa ma anche le forme più subdole di illegalità economica. Tra i vari controlli, l'attenzione si è concentrata in particolare su un esercizio commerciale situato lungo via Circumvallazione a Casal di Principe: un bar al cui interno gli operatori hanno scoperto quattro slot machine abilmente manomesse.

Maxi multa e sequestri nell'agro aversano tra slot truccate e droga

Le apparecchiature da gioco rinvenute, risultate completamente scollegate dalla rete telematica del Monopolio di Stato e prive delle prescritte autorizzazioni, erano state probabilmente alterate per eludere i controlli fiscali e consentire guadagni illeciti. La scoperta ha innescato una procedura d'urgenza che ha portato non solo al sequestro penale delle slot machine, ma anche alla denuncia del titolare dell'attività, accusato a vario Titolo di ricettazione, frode informatica ed esercizio abusivo di giochi d'azzardo. Sul piano amministrativo, la sanzione comminata è stata particolarmente salata: una multa di 44mila euro, a testimonianza della determinazione con cui lo Stato intende perseguire il fenomeno del gioco illegale, spesso crocevia di interessi malavitosi e di riciclaggio di denaro sporco.

Un'ulteriore azione di contrasto allo spaccio di stupefacenti si è invece sviluppata nel frusinate, a Fiuggi, dove la locale Stazione dei carabinieri ha tratto in arresto due uomini, rispettivamente di 32 e 37 anni, entrambi residenti a Vico nel Lazio. I militari, durante un servizio di pattugliamento del centro cittadino, hanno notato un comportamento sospetto da parte del più giovane dei due: alla vista della gazzella, l'uomo ha tentato di sottrarsi al controllo allontanandosi frettolosamente a piedi, imboccando le stradine adiacenti nel tentativo di far perdere le proprie tracce. Un riflesso condizionato che ha insospettito gli agenti, spingendoli a un immediato inseguimento che si è concluso con il blocco del fuggitivo e la successiva perquisizione.

L'operazione antidroga, condotta con la consueta meticolosità, ha permesso di rinvenire addosso al 32enne e al suo complice un quantitativo di sostanze stupefacenti che ha portato all'arresto in flagranza per detenzione ai fini di spaccio. Un episodio, questo, che si inserisce in un più ampio quadro di attenzione da parte delle forze dell'ordine verso i territori a vocazione turistica come Fiuggi, dove il consumo di droga, specialmente tra i giovani, rappresenta una piaga sociale sempre più difficile da arginare e che richiede un presidio costante e capillare da parte dello Stato.

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