Stop alle occupazioni abusive, sgomberi lampo e carcere fino a 7 anni: il nuovo decreto sicurezza è legge

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Con l’approvazione definitiva al Senato, avvenuta con 109 voti a favore e 69 contrari, il decreto sicurezza voluto dal governo Meloni introduce misure drastiche contro l’occupazione arbitraria di immobili e i blocchi stradali, inasprendo pene e procedure. Il testo, che ha sollevato aspre polemiche, modifica il quadro normativo esistente, inserendo nuove fattispecie di reato e aggravando sanzioni già previste.

Tra le novità più rilevanti, l’art. 10 stabilisce il reato di occupazione abusiva, punibile con pene fino a sette anni di reclusione se commesso "con violenza o minaccia". Gli sgomberi, inoltre, potranno essere eseguiti in tempi rapidi, senza preavviso, rafforzando la tutela dei proprietari. Una misura che, secondo i critici, rischia di colpire in modo sproporzionato le fasce più vulnerabili, tra cui migranti e rifugiati, senza distinzione tra situazioni di emergenza abitativa e casi di speculazione.

Non meno controversa è la norma che criminalizza i blocchi stradali e ferroviari, anche se pacifici e individuali. Chiunque ostruisca il traffico, sedendosi o sdraiandosi sull’asfalto, potrà ora affrontare fino a due anni di carcere. Una scelta giustificata dal governo come necessaria per garantire l’ordine pubblico, ma contestata da organizzazioni come Antigone e Human Rights Watch, che vi vedono "il più grave attacco alla libertà di protesta degli ultimi decenni".

Le critiche non arrivano solo dal mondo associativo. Il procuratore di Napoli, Nicola Gratteri, intervenuto a In altre parole su La7, ha denunciato il carattere selettivo del decreto: "Pugno duro contro i cittadini comuni, impunità per i colletti bianchi". Secondo Gratteri, mentre il testo inasprisce le pene per reati come l’occupazione o il dissenso urbano, lascia scoperte figure come corruzione e peculato, soprattutto dopo l’abolizione dell’abuso d’ufficio.

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