Cosa contiene il decreto sicurezza: dai nuovi reati sulle occupazioni alle rivolte in carcere
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Redazione Interno
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Il governo Meloni ha ottenuto alla Camera la fiducia sul decreto sicurezza, un provvedimento che introduce 14 nuove fattispecie di reato e 9 aggravanti, destinato a riaccendere il dibattito sulle libertà individuali e l’ordine pubblico. Con 201 voti a favore, 117 contrari e 5 astensioni, il testo – composto da 39 articoli – modifica parti significative del codice penale e di procedura penale, toccando temi sensibili come le occupazioni abusive, i blocchi stradali e l’accattonaggio, ma anche la gestione delle detenute madri e la cannabis light.
Tra le novità più discusse c’è la norma che punisce la "resistenza passiva" in strada, definita da alcuni come misura "anti-Gandhi", volta a contrastare manifestazioni come quelle dei movimenti No-Tav o No-Ponte, che in passato hanno bloccato cantieri con presidi non violenti. Chiunque organizzi o partecipi a iniziative analoghe, con l’obiettivo di impedire un’opera pubblica, rischia ora pene più severe. Allo stesso modo, viene inasprita la risposta penale per chi occupa abitazioni private, un tentativo – secondo il governo – di arginare un fenomeno che in alcune città ha assunto dimensioni rilevanti.
Non mancano disposizioni contro l’accattonaggio molesto, spesso associato a forme di sfruttamento, e quelle che colpiscono reati commessi nelle vicinanze di stazioni o luoghi ad alta frequentazione, dove si concentrano episodi di microcriminalità. Il decreto interviene anche sul sistema carcerario, introducendo misure più rigide per prevenire rivolte e ridefinendo i criteri per le detenute con figli minori, una questione da anni al centro di polemiche tra garantisti e sostenitori della "tolleranza zero".




