Decreto sicurezza, approvato alla Camera: 14 nuovi reati e aggravanti nel pacchetto

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Il decreto legge Sicurezza, entrato in vigore l’11 aprile dopo l’approvazione alla Camera con 163 voti favorevoli e 91 contrari, introduce un pacchetto di misure che ampliano il perimetro penale, aggiungendo 14 nuove fattispecie di reato e inasprendo le pene per alcune condotte già esistenti. Il testo, che ora attende il passaggio al Senato – previsto per il 3 giugno, anch’esso con questione di fiducia – contiene disposizioni che spaziano dalla lotta al terrorismo alla tutela del personale in servizio, fino alla modifica di norme sull’ordinamento penitenziario.

Tra le novità più rilevanti, figura l’introduzione del reato di detenzione di materiale a finalità terroristiche, punibile con la reclusione da due a sei anni, e quello di diffusione online di istruzioni per compiere atti violenti o sabotaggi, che risponde a una linea già adottata da altri Paesi europei. Non mancano, inoltre, disposizioni contro le occupazioni abusive e le devastazioni durante i cortei, tema che ha acceso gli animi in Aula, con l’opposizione che ha definito il provvedimento "liberticida".

Parallelamente, il governo ha dato il via libera preliminare al Testo unico sui tributi indiretti, mentre è arrivato il definitivo assenso del Senato alla legge sui reati contro gli animali. Intanto, la Gazzetta Ufficiale ha pubblicato le leggi di conversione di altri decreti, tra cui quello sulla cittadinanza e quello sul contrasto all’immigrazione irregolare, segnando un ulteriore passo nella direzione tracciata dall’esecutivo.

L’iter del decreto sicurezza, che include anche la possibilità per gli agenti di portare l’arma personale fuori servizio, è stato accelerato dalla questione di fiducia, scelta che ha ridotto i tempi del dibattito ma non le polemiche. La sinistra, che sabato scenderà in piazza per protestare contro il provvedimento, lo considera un attacco alle libertà individuali, mentre la maggioranza difende le nuove norme come strumenti necessari per garantire l’ordine pubblico.

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