Pacchetto sicurezza: tra populismo penale e preoccupazioni
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Redazione Interno
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Il disegno di legge noto come "pacchetto sicurezza" sta suscitando non poche preoccupazioni. Questo provvedimento, promosso dalla maggioranza, sembra essere più un analgesico a buon mercato per l'ansia sociale che una soluzione efficace. La moltiplicazione dei reati, spesso alimentata dai talk show televisivi, è solo una delle problematiche.
Un esempio lampante è l'estensione dell'immunità riconosciuta agli agenti dei servizi segreti ai loro informatori. Quest'ultimi, a differenza degli agenti, non sono vincolati da doveri di lealtà istituzionale né da catene di comando.
Il "pacchetto sicurezza" non sembra piacere a nessuno. L'Unione delle Camere Penali Italiane ha dichiarato lo stato di agitazione in seguito ai nuovi provvedimenti approvati dal Consiglio dei Ministri. Questi provvedimenti prevedono l'introduzione di nuove fattispecie di reato e l'inasprimento delle pene per i reati già esistenti.
Anche avvocati penalisti, Garanti territoriali dei detenuti, associazioni civiche e parlamentari dem esprimono preoccupazione per le norme contenute nel pacchetto. L'Unione delle Camere Penali Italiane ha proclamato lo stato di agitazione e chiesto un incontro al ministro della Giustizia Carlo Nordio




