Dl sicurezza, approvato tra le proteste: ecco cosa cambia con i 14 nuovi reati
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Redazione Interno
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Palazzo Madama, con i suoi velluti e stucchi che hanno visto di tutto – dalle fette di mortadella brandite in Aula agli scontri verbali e fisici – ha aggiunto ieri un altro capitolo alla sua storia di tensioni. L’approvazione del decreto sicurezza, avvenuta non senza polemiche e con l’opposizione che ha accusato la maggioranza di «stare dalla parte dei criminali», segna un punto di svolta nel diritto penale italiano. Il testo, passato grazie al voto di fiducia, introduce 14 nuovi reati e 9 aggravanti, modificando articoli del Codice penale e di procedura penale in modo significativo.
Tra le novità più discusse, c’è la criminalizzazione della detenzione o diffusione di istruzioni per preparare sostanze tossiche o esplosive, se finalizzate ad atti terroristici. Ma non è tutto. L’occupazione abusiva di immobili diventa reato, mentre le procedure per gli sgomberi saranno accelerate, riducendo i tempi burocratici che finora hanno spesso rallentato gli interventi. Una misura che, secondo i sostenitori del provvedimento, risponde all’esigenza di «proteggere la proprietà privata», ma che per i critici rischia di colpire fasce già vulnerabili della popolazione.
Sul fronte delle manifestazioni, il decreto inasprisce le pene per chi interrompe i lavori pubblici o blocca infrastrutture strategiche, rendendo perseguibili anche forme di protesta come i picchetti o i sit-in che ostacolino la circolazione. Una norma che, di fatto, potrebbe trasformare in reato gesti finora considerati legittimi, seppur controversi. Non mancano poi disposizioni che ampliano i poteri degli agenti segreti e introducono scudi legali per le forze dell’ordine coinvolte in reati durante l’esercizio delle loro funzioni.
Il clima in Aula, durante la discussione, è stato teso, con accesi scontri tra maggioranza e opposizione. Se i senatori di governo hanno difeso il provvedimento con toni soddisfatti – quasi a sottolineare una vittoria politica – dall’altra parte dell’emiciclo si è parlato di «legge liberticida». Un contrasto che ha riportato alla memoria vecchie divisioni, in un Parlamento dove le tensioni, a volte, superano il confine del confronto democratico.




