Luciano Spalletti spegne l'entusiasmo: "Scudetto? Stiamo calmini, serve una bella camomilla"
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Redazione Sport
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Prima del fischio d'inizio della sfida contro il Bologna, valida per la 33ª giornata di Serie A, Luciano Spalletti ha voluto tenere i piedi ben piantati per terra, nonostante l'ambiente circostante sembri già proiettato verso il futuro. Alla domanda, secca e diretta, sulla possibilità di vedere una Juventus da scudetto nella prossima stagione, il tecnico di Certaldo ha risposto con una metafora che non lascia spazio a interpretazioni. "Stiamo calmini tutti", ha sbotta to il tecnico ai microfoni di Dazn, consapevole della pressione mediatica che da sempre avvolge la panchina bianconera. Un sondaggio tra i tifosi, che vedeva il 72% di loro convinto di poter tornare a lottare per il Titolo nella stagione 2026/27, è stato prontamente "bacchettato" da un allenatore che chiede concentrazione assoluta sul presente.
"Le pressioni poi girano per i calciatori della Nazionale"
L'uscita dell'allenatore non è stata soltanto una semplice richiesta di moderazione, ma una riflessione più profonda sul peso specifico delle parole che circolano nell'ecosistema del calcio italiano. "Se perdiamo una partita si dice 'non si può lottare, siamo fuori', se si vince una partita si pensa già a vincere il campionato il prossimo anno", ha spiegato Spalletti, sottolineando la natura altalenante del giudizio esterno. Il rischio, secondo l'ex tecnico della Nazionale, è che queste pressioni finiscano per ripercuotersi negativamente sui calciatori stessi, i quali – e lo ha detto con una certa enfasi – subiscono le conseguenze dei discorsi che vengono fatti attorno a loro. L'incontro con il Bologna, ha ribadito, rappresenta "lo snodo fondamentale" di questo campionato, un'occasione non solo per assicurarsi i fondi della Champions League ma anche per esibire quella qualità che fa la differenza nelle carriere. "Io che faccio? Vado a parlare del prossimo anno? No, prendiamoci una bella camomilla prima di dormire".
Tre punti pesanti e la conferma della "strada giusta"
Se il pre-partita era stato caratterizzato dalla frecciatina ai sogni di gloria, il post-partita dell'Allianz Stadium ha regalato sorrisi e la conferma che, almeno per ora, la ricetta del tecnico funziona. Il 2-0 inflitto al Bologna di Vincenzo Italiano, grazie alle reti di Jonathan David nella prima frazione e di Khephren Thuram nella ripresa, ha permesso ai bianconeri di consolidare il quarto posto in classifica. Con questo successo, la squadra piemontese si porta a +5 su Como e Roma, avvicinandosi pericolosamente (a -3) dalle posizioni di vertice occupate da Milan e Napoli. "Siamo sulla buona strada", ha ammesso Spalletti a fine gara, visibilmente soddisfatto dell'approccio dei suoi ragazzi. C'era il rischio di sbagliare atteggiamento, ha spiegato il tecnico, ma la squadra è entrata in campo con la giusta intensità, approfittando della stanchezza degli avversari, reduci da impegni ravvicinati.
L'analisi tattica e il rispetto per il lavoro altrui
Nonostante la vittoria, Spalletti ha speso parole di stima nei confronti del collega Vincenzo Italiano e del suo Bologna, dimostrando quella profondità di analisi che lo contraddistingue. "So cosa vuol dire fare due trasferte in pochi giorni", ha dichiarato, mostrando empatia per le difficoltà logistiche che hanno afflitto la squadra avversaria. L'allenatore bianconero ha poi elogiato il gioco dei rossoblù, descrivendolo come "moderno e feroce", capace di palleggiare corto e di colpire in profondità. "Vederli gioire tutti insieme", ha commentato infine a proposito delle esultanze dei suoi calciatori per la rete di Thuram, "è la cosa più importante". Al momento, dunque, l'unica urgenza per Spalletti è blindare il pass per la prossima Champions League, lasciando la "camomilla" – e i sogni di scudetto – a un domani che, per lui, deve ancora attendere.




