Spalletti e quel sondaggio sulla Juve da scudetto: “Stiamo calmini, serve una camomilla”
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Redazione Sport
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L’entusiasmo, si sa, è un pessimo consigliere quando si parla di calcio, soprattutto se alimentato da percentuali e sondaggi che raccontano un futuro ancora tutto da scrivere. A pochi minuti dal fischio d’inizio della sfida contro il Bologna, Luciano Spalletti ha spento sul nascere qualsiasi suggestione trionfalistica legata alla prossima stagione, quella 2026/27, che secondo il 72% dei tifosi bianconeri dovrebbe vedere la signora tornare a lottare concretamente per il titolo. Il tecnico, ospite ai microfoni di Dazn, non ha usato giri di parole per ridimensionare l’ottimismo di una piazza che, complice magari l’ultimo successo sull’Atalanta, sembra aver già proiettato lo sguardo troppo avanti. “Stiamo calmini tutti – ha esordito con una punta di insofferenza l’allenatore – perché se si vince una partita si pensa subito a vincere il campionato l’anno prossimo, mentre se la si perde si dice che non si può lottare”. Una critica netta a quella che, a tutti gli effetti, appare come una sindrome altalenante dell’istante, capace di ribaltare le ambizioni di un intero progetto in novanta minuti.
Le pressioni, i discorsi e quella camomilla prima di dormire
Il rischio, per Spalletti, non è soltanto quello di perdere di vista l’obiettivo immediato – vale a dire la qualificazione alla prossima Champions League – ma anche quello di alimentare un clima tossico che finisce per ripercuotersi negativamente sull’umore dello spogliatoio. Nel suo sfogo, piuttosto diretto per gli standard abituali del tecnico di Certaldo, c’è un passaggio che getta luce su un meccanismo perverso: le pressioni, quelle vere, non nascono dal nulla, ma vengono “determinate dai discorsi che facciamo”. Ed è proprio qui che l’ex commissario tecnico della nazionale ha stretto il cerchio, invitando tutti a una riflessione più ampia che prescinde dal semplice risultato della domenica. “Pensiamo alle ultime partite che decideranno questo campionato – ha ribadito – non solo per avere i soldi necessari a comprare questo o quel giocatore”. Una stoccata velenosa, quella rivolta a chi già immagina il calciomercato estivo, mentre il presente, rappresentato dalla sfida contro i rossoblù, rappresenta invece “lo snodo fondamentale” per valutare la qualità reale di questa squadra. La ricetta per uscire da questa spirale di aspettative, secondo l’allenatore, è tanto semplice quanto disarmante: “Una bella camomilla ogni tanto prima di andare a letto”, ha consigliato, forse pensando a quei tifosi che, dopo quattro vittorie nelle ultime cinque gare, hanno già dimenticato le difficoltà incontrate poche settimane fa.
La sfida con il Bologna e lo scatto verso l’Europa
A conti fatti, la sfida di questo sabato sera contro il Bologna rappresenta una sorta di spartiacque, molto più di una semplice partita di campionato. In palio non ci sono soltanto i tre punti, quanto la possibilità di dare un senso concreto alla rincorsa al quarto posto, quello che vale l’accesso alla massima competizione europea. La battuta d’arresto del Como, che ha perso a Sassuolo, e il pari della Roma hanno regalato alla Juventus un’occasione d’oro per allungare in classifica, mettendo una seria ipoteca sul piazzamento Champions. Spalletti, che ha rinnovato da poco il suo contratto fino al 2028, è consapevole che vincere stasera significherebbe blindare il quarto posto portandosi a +5 sui lariani, un margine che, a questo punto della stagione, assumerebbe i contorni di un vero e proprio vantaggio psicologico oltre che numerico. Tuttavia, anche in questo caso, il tecnico ha preferito mantenere i piedi ben piantati per terra, sottolineando come il valore di una squadra si veda proprio nelle partite che contano, quelle in cui “si esibisce la qualità”, e non nei discorsi da salotto sulla prossima annata.
Il campo come unico giudice
A prescindere dalle dichiarazioni rilasciate nel pre-partita, il verdetto sul futuro della Juventus passerà esclusivamente attraverso i risultati che saprà ottenere nelle prossime settimane. Il Bologna, reduce dall’eliminazione in Europa League, non è certo un avversario da sottovalutare, anzi: Spalletti stesso lo ha definito una “squadra forte e allenata bene”, capace di giocare un calcio moderno e feroce. E allora, forse, l’invito alla calma lanciato dal tecnico bianconero non è solo un tentativo di abbassare la tensione attorno all’ambiente, ma una precisa strategia comunicativa per proteggere i suoi giocatori da un peso emotivo che, in un campionato equilibrato come quello attuale, rischia di diventare un boomerang. Perché, come ha ricordato lui stesso, le carriere dei calciatori vengono ricordate non per il numero delle partite giocate, ma per la qualità mostrata in quelle decisive. E stasera, contro il Bologna, una di quelle occasioni è arrivata.




