Più libri più ipocriti: quando la democrazia dà fiato a chi vuole soffocarla
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Redazione Interno
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La domanda, per quanto violenta, resta l'unica possibile di fronte all'imbarazzante gestione della polemica che ha dilaniato la fiera Più libri più liberi: si discute, dunque, con neofascisti e neonazisti? La risposta fornita dai vertici dell'Associazione Italiana Editori, i quali si sono trincerati dietro un generico principio di non censura e alla libertà di scelta del lettore, assomiglia più a un'abdicazione morale che a un atto di coraggio democratico, configurandosi come l'ultimo capitolo di un paradosso politico-culturale che, per non scontentare nessuno, rischia di svuotare di significato proprio quell'idea di libertà che dà il nome all'evento.
Il rifiuto di Zerocalcare e il significato di una scelta
In un'intervista esclusiva, il fumettista Zerocalcare ha spiegato con chiarezza i motivi della sua assenza, affermando di non voler condividere spazi con i neonazisti e di avere dei paletti ben precisi, quelli che si è dato all'inizio della sua carriera. Una presa di posizione netta che, come ha egli stesso sottolineato, assume quest'anno un significato più forte e delineato, quasi a voler tracciare un solco invalicabile in un panorama dove i confini appaiono sempre più labili e dove la presenza di certi editori non viene percepita come un accidente ma, piuttosto, come parte di una più ampia operazione culturale sostenuta dal governo.
Il paradosso dei due eventi e il ribaltamento in atto
Mentre si chiudeva la fiera romana, prendeva infatti il via Atreju, la festa di Fratelli d'Italia, creando una contrapposizione stridente che fotografa un ribaltamento di ruoli ormai in corso. Se un tempo una rassegna editoriale era considerata il luogo per eccellenza del pensiero libero e imprevedibile, e una festa di partito la sua celebrazione propagandistica e autoreferenziale, oggi i paradigmi sembrano essersi capovolti. La gestione dell'incidente alla Fiera, del resto, ha mostrato come una certa cultura istituzionale preferisca rifugiarsi in un formalismo sterile, mentre la politica, da parte sua, plasma attivamente il dibattito pubblico attraverso i suoi canali, senza più maschere.
Le ombre della cronaca e il retroscena della protesta
Agli sviluppi puramente culturali si intrecciano, non di rado, vicende di cronaca che gettano ulteriori ombre sulle dinamiche in gioco. Secondo alcune ricostruzioni giornalistiche, alla guida della protesta che ha animato la fiera ci sarebbe stato un assistente di Ilaria Salis, già noto per post violenti e condannato in primo grado per diffamazione, un dettaglio che inserisce la vicenda in un contesto più ampio e conflittuale, mostrando come le tensioni ideologiche trovino spesso espressione in azioni concrete che travalicano la semplice discussione.




