Michele Morrone contro il cinema italiano: "Circoletto autoreferenziale, pieno di ipocrisia"
Articolo Precedente
Articolo Successivo
Redazione Cultura e Spettacolo
-
Dopo l’intervista rilasciata a Francesca Fagnani nella puntata di Belve del 20 maggio, Michele Morrone ha deciso di rincarare la dose con un post su Instagram, scagliandosi contro quello che definisce un ambiente chiuso, ipocrita e dominato da una certa élite. L’attore, noto per 365 giorni, non ha usato mezzi termini, descrivendo il settore come un "circoletto" in cui pochi, quelli che lui chiama "sinistroidi", dettano le regole mentre altri, come lui, vengono esclusi.
Durante la trasmissione, Morrone aveva già lasciato intendere il suo malcontento, riferendosi – senza citarlo esplicitamente – a Luca Marinelli, che aveva parlato del disagio provato nell’interpretare Benito Mussolini in Il giovane Mussolini. «Gente che si sente male per aver recitato il Duce», aveva commentato con sarcasmo, sottolineando come, secondo lui, certe posizioni siano eccessive e dettate più da convenienza che da reale sensibilità.
Nel post social, l’attore pugliese ha ribadito il concetto: «Prima o poi qualcuno doveva dirlo». E lui, appunto, l’ha fatto, accusando il cinema italiano di essere «patetico» e di aver creato un sistema in cui contano più le appartenenze che il talento. «Avete rotto il c***», ha scritto, rivolgendosi a quelli che considera i rappresentanti di un’establishment artistico lontano dal pubblico vero.
Morrone, che ha costruito la sua carriera anche all’estero, sembra voler marcare ancora di più la distanza da un ambiente che, a suo dire, non lo ha mai accolto davvero. Le sue parole, però, non suonano come una semplice critica: c’è un tono di frustrazione, quasi di risentimento, verso chi – secondo lui – si nasconde dietro a un’aura di intellettualismo per giustificare mediocrità e favoritismi.




