Lavoreremo da grandi, un ritorno alle atmosfere grottesche per Albanese
Articolo Precedente
Articolo Successivo
Redazione Cultura e Spettacolo
-
Non sapete cosa andare a vedere al cinema questo weekend? Vi aiutiamo noi, scrive Paolo Fiorelli. In provincia, come si suol dire, non succede mai niente, ma capita di tutto: è lo spirito che regna in “Lavoreremo da grandi”, la commedia, al cinema da giovedì 5 febbraio, che Antonio Albanese ha girato sul lago d’Orta e dalla quale, stando alle sue parole, ha fatto fatica ad allontanarsi una volta terminate le riprese, tanto da innamorarsi del luogo. La sesta regia cinematografica dell’attore e regista, dopo la parentesi più politica di “Cento domeniche”, sembra infatti segnare un ritorno alle atmosfere stralunate e visionarie degli esordi, in particolare de “L’uomo d’acqua dolce”, danzando tra il grottesco e l’onirico. Al centro della storia, definita una commedia intelligente e ispirata nel segno di Mazzacurati, c’è una scombiccherata compagnia di quattro personaggi: Albanese è Umberto, un musicista fallito e affossatore dell’azienda di famiglia; Niccolò Ferrero è suo figlio Toni, appena uscito dal carcere; Giuseppe Battiston è Beppe, l’unico idraulico al mondo che non ha successo con le donne; e infine c’è Gigi, interpretato da Nicola Rignanese, il quale indossa una parrucca della zia per protestare contro la decisione di lei di diseredarlo.
Una trama di spettri e allucinazioni
Gli appuntamenti dal vivo con il cast
Proprio Albanese e Battiston, due dei protagonisti, saranno ospiti il 10 febbraio al Conca Verde per un incontro che si terrà alle 19:30, al quale è possibile prenotarsi dal sito di Sas. nella pagina dedicata al locale. Un’occasione per approfondire le dinamiche di un film che, pur nella sua eccentricità, racconta con uno sguardo peculiare l’amicizia e le stranezze della vita di provincia, dove l’assurdo diventa quotidianità.
Altri titoli in sala: Anaconda e Hamnet
Oltre al lavoro di Albanese, le sale cinematografiche propongono altri due titoli di rilievo a partire dal 5 febbraio. “Anaconda” e “Hamnet - Nel nome del figlio” completano infatti l’offerta per il pubblico, andando a costituire un cartellone variegato che spazia dalla commedia italiana al dramma di finzione storica, garantendo agli spettatori diverse possibilità di scelta per il fine settimana.




