Bajani e lo Strega, tra polemiche e numeri che parlano chiaro

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Redazione Cultura e Spettacolo Redazione Cultura e Spettacolo   -   Andrea Bajani, vincitore del Premio Strega 2025 con L’Anniversario, ha scelto di portare in scena, ancora una volta, la sua battaglia contro il patriarcato. Una scelta che, se da un lato ha suscitato consensi tra chi vede nella letteratura uno strumento di denuncia sociale, dall’altro ha lasciato molti con l’amaro in bocca: perché, si chiedono alcuni, trasformare una serata dedicata ai libri in un manifesto ideologico?

Il problema, però, non è solo il contenuto del romanzo, ma il contesto in cui si inserisce. Se è vero che lo Strega rimane il premio più ambito d’Italia, è altrettanto vero che il suo impatto sulle vendite non è più quello di un tempo. Basti pensare che in Italia si vendono appena 4,5 libri pro capite, contro i 12 della Germania, i 10 del Regno Unito e i 9 della Francia. Persino la Spagna, con i suoi 7 volumi a testa, surclassa un mercato che, pur tra crisi economiche e stipendi stagnanti, fatica a ripartire.

C’è chi avrebbe preferito un riconoscimento a opere più controverse, come Uccidere un fascista di Giuseppe Culicchia, ma la scelta è caduta su un testo che, secondo alcuni, ripropone temi già ampiamente battuti. Intanto, Bajani ha fatto la sua prima uscita pubblica a Cervo Letteratura, dove è stato accolto tra gli applausi di una platea che includeva anche gli studenti dei licei liguri, chiamati a far parte della giuria giovani.

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