La Promessa, il dramma del battesimo e l’addio di Petra
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Redazione Cultura e Spettacolo
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La tenuta dei Luján, già teatro di intricate trame familiari e segreti inconfessabili, diventa lo scenario di una domenica di sangue che riscriverà il destino dei suoi abitanti. Quella che doveva essere una celebrazione gioiosa per i figli di Catalina si è trasformata in un incubo a occhi aperti quando Eugenia, la cui fragilità psichica era stata abilmente manipolata da tempo, ha fatto irruzione nella cerimonia armata di pistola. In un raptus di follia, la donna ha ferito Adriano per poi afferrare il piccolo Andrés, scatenando il panico tra gli invitati. L’epilogo, consumatosi in cima a un’alta torre del palazzo, ha visto il figlio Curro riuscire a mettere in salvo il neonato, ma non a impedire il gesto estremo della madre adottiva, che si è lasciata cadere nel vuoto davanti ai suoi occhi.
Il lutto negato e la furia dell’ex baronetto
Nei giorni immediatamente successivi al tragico battesimo, l’atmosfera a La Promessa si fa irrespirabile per il giovane Curro. Il dolore per la perdita della madre, acuito dalla violenza della scena a cui ha assistito, si scontra con la spietata ragion di stato dei potenti. Il duca Lisandro, temendo lo scandalo e le ripercussioni sull’immagine della famiglia, ha infatti deciso di seppellire Eugenia in gran segreto, impedendo la celebrazione di un funerale regolare. Questa decisione, che ai marchesi appare come l’unica via per insabbiare la vicenda, getta l’ex baronetto in una spirale di rabbia impotente; Curro, inconsolabile, riversa la sua disperazione su chi ha trasformato l’addio alla donna in un atto burocratico e privo di dignità.
Il licenziamento di Petra e la minaccia silenziosa
Mentre Curro cerca conforto unicamente nella vicinanza di Angela, l’unica in grado di lenire le sue ferite, un altro terremoto sconvolge gli equilibri del palazzo. Catalina, ancora scossa per il pericolo corso dai suoi gemelli e alla ricerca di un capro espiatorio, decide di colpire duramente la servitù. La governante Petra, da sempre sospettata di tessere trame oscure alle spalle della famiglia, viene raggiunta dalla comunicazione ufficiale del licenziamento con effetto immediato, formalizzata da don Romulo. La marchesina non ha dubbi nel ritenere Petra la mente dietro la scomunica di padre Samuel, un atto che per lei rappresenta il tradimento finale.
Tuttavia, l’uscita di scena della governante non ha nulla della rassegnazione. Mentre prepara i bagagli sotto lo sguardo attonito dei colleghi, Petra non trattiene la bile che ha accumulato in anni di servizio. Le sue ultime parole, pronunciate a denti stretti, non sono un semplice saluto, ma una vera e propria dichiarazione di guerra: un invocazione alla vendetta contro chi l’ha tradita e contro l’intera famiglia Luján, lasciando intendere che il suo addio è soltanto l’inizio di un conto che prima o poi verrà saldato.
Il vuoto che non si riempie
Nei giorni a seguire, con la puntata in programma per domenica 19 aprile, la tenuta cerca di rimarginare le ferite, ma il fantasma di Eugenia aleggia inesorabile su ogni angolo del palazzo. Mentre Adriano prosegue la convalescenza tra i continui pianti dei gemelli – tanto che Catalina sarà costretta ad accettare la proposta di Emilia di far dormire i bambini nella stanza dell’infermiera – Curro sprofonda in un silenzio rotto solo da rari dialoghi con Manuel. Nessuno, a parte Angela, sembra in grado di avvicinare il giovane, che si è chiuso in un dolore viscerale. La sua sofferenza, resa ancora più amara dall’ipocrisia dei nobili che lo circondano, rischia di trasformarsi in una bomba a orologeria, pronta a esplodere nella tranquillità apparente della tenuta cordovese.




