Bastoni, due gol in cinque giorni per lasciarsi alle spalle l'annus horribilis

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Redazione Sport Redazione Sport   -   Alessandro Bastoni ha segnato contro la Turchia e contro la Francia nel giro di cinque giorni, due reti che hanno cambiato il tono di un 2026 iniziato nel peggiore dei modi. Il difensore dell'Inter, a 27 anni, è tornato a essere un punto fermo della Nazionale in un momento in cui l'Italia aveva un disperato bisogno di ritrovare certezze.

Il gol di Parigi e la pressione su Da Cunha

Il pareggio strappato allo Stade de France contro i transalpini porta la sua firma. Lucas Da Cunha ha perso il possesso del pallone sotto la pressione dello stesso Bastoni, che si è avventato sull'errore e ha battuto Mike Maignan con freddezza. Una rete che ha rimesso in equilibrio una partita nella quale l'Italia aveva sofferto, con Gianluigi Donnarumma autore di almeno cinque interventi decisivi nel secondo tempo su Doué, Dembélé, Olise e Camavinga. Il vantaggio francese era arrivato su una punizione di Olise che si era infilata all'incrocio dei pali.

Per il ct Zinedine Zidane, al debutto casalingo sulla panchina dei bleus, è stato un pareggio amaro, con tanto di polemiche per un presunto rigore non concesso su Olise nel finale, episodio sul quale l'arbitro Gil Manzano ha invece valutato correttamente l'intervento sul pallone da parte del difensore italiano.

Da Zenica a Bursa: la risalita dopo mesi di buio

Il primo gol era arrivato a Bursa, contro la Turchia, nella vittoria per 4-1 degli azzurri. Un episodio che, per come si erano messe le cose, assume un significato che va oltre il semplice tabellino. Il 2026 di Bastoni era cominciato sotto una cattiva stella: il 14 febbraio, in Inter-Juventus, la sua caduta plateale aveva causato l'espulsione di Pierre Kalulu, con il designatore arbitrale Gianluca Rocchi che parlò di una simulazione chiara, l'ultima di una lunga serie in un campionato in cui, secondo le sue parole, «cercano in tutti i modi di fregarci».

Da quel momento per il difensore sono arrivate critiche pesantissime, fischi in ogni stadio d'Italia, un infortunio e poi il rosso rimediato a Zenica nella finale playoff contro la Bosnia ed Erzegovina, un'espulsione che ha contribuito a lasciare l'Italia in dieci e a causare la terza mancata qualificazione consecutiva ai Mondiali.

Il peso di un'annata complicata

Nonostante i trofei conquistati con l'Inter, Bastoni ha vissuto mesi di silenzio e di difficoltà lontano dal campo. L'ambiente nerazzurro lo ha protetto, mentre il giocatore ha respinto le avances di altri club, scegliendo di restare a Milano e di lavorare sui prati di Appiano Gentile per ritrovare la condizione migliore. La fiducia nei propri mezzi non è mai venuta meno, come ha dichiarato lui stesso dopo il pareggio di Parigi: «Non mi aspettavo questi due gol, ma non avevo mai perso la fiducia in me stesso. Non è un episodio che rovina una carriera, riuscire a rialzarsi sempre è un grande pregio».

Il nuovo status in azzurro

Con l'assenza di Federico Dimarco e con Nicolò Barella lasciato in panchina, Bastoni si è ritrovato a vestire i panni del senatore in una Nazionale che ha cambiato pelle. La linea difensiva rimasta intatta dalla Turchia alla Francia, con Kayode, Scalvini e Calafiori al suo fianco, ha guadagnato in personalità e solidità. La sua chiusura su Olise nel recupero della sfida di Saint-Denis è il segnale di un difensore che è tornato a fare la differenza in entrambe le fasi, come dimostrano i due gol in cinque giorni.

Il primo a predicare cautela dopo il pareggio con i francesi è stato proprio Bastoni, ricordando che «anche due anni fa vincemmo 3-1 in Francia». La doppia sfida ravvicinata contro i biancorossi è l'occasione immediata per confermare che il vento è davvero cambiato.

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