Alfa Romeo 33 Stradale, la prima consegna in Texas e poi al museo di Arese
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Redazione Scienza e Tecnologia
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Solo trentatré esemplari, un numero che non è stato scelto a caso, bensì per richiamare direttamente la tiratura dell’iconica versione del 1967; e di questi, due hanno già trovato la loro destinazione, segnando idealmente il ponte – per usare una metafora cara ai costruttori di automobili – tra gli Stati Uniti e l’Italia. La nuova Alfa Romeo 33 Stradale, nata da un processo produttivo che ha visto la collaborazione della storica Carrozzeria Touring Superleggera, ha appena vissuto una doppia consegna simbolica: la prima, avvenuta in Texas, ha visto come protagonista Glynn Bloomquist, un collezionista di Austin che non è certo un neofita del Biscione, visto che nella sua rimessa figurano già una Giulietta Spider Veloce del 1958 e una Giulia Quadrifoglio 100° Anniversario. L’altra, invece, ha un sapore più museale e insieme identitario, perché la seconda vettura è finita proprio nel luogo che custodisce la memoria del marchio, ovvero il Museo Alfa Romeo di Arese, alle porte di Milano.
Un collezionista texano e il ruolo di Cristiano Fiorio
La prima chiave, quella che ha sancito l’uscita della vettura dalla cerchia dei prototipi per entrare nel mondo reale, è stata quindi affidata a Bloomquist: un appassionato che, a quanto risulta, era in cima alla lista dei clienti più fedeli del marchio. A convincerlo a ordinare uno dei trentatré esemplari – un’operazione che non è alla portata di tutte le tasche, visto che il valore sfiora i due milioni di euro – è stato Cristiano Fiorio, il responsabile del progetto. Non si tratta di un dettaglio marginale, perché Fiorio ha dovuto probabilmente giocare sulla doppia corda della razionalità tecnica e dell’emozione pura, per far sì che un’auto di questa rarità e di questo costo trovasse subito un acquirente di così alto profilo.
L’omaggio alla tradizione artigianale
L’intera operazione, d’altronde, è stata pensata per celebrare quella che si potrebbe definire la “bottega” italiana dell’automobile: l’ispirazione alla 33 Stradale del 1967 non è solo estetica, ma riguarda un modo di concepire l’auto come oggetto unico, plasmato più dalla manualità che dalle prescrizioni della produzione industriale di massa. La presenza di Touring Superleggera, una delle carrozzerie storiche che hanno fatto la leggenda del design italiano, non fa che ribadire questo concetto. E la scelta di consegnare un esemplare anche al Museo di Arese, luogo per eccellenza della memoria aziendale, suggella questa volontà di non disperdere il patrimonio culturale: un’auto da un milione e passa di euro che diventa un pezzo da museo, prima ancora di essere stata realmente rodata su strada.
Due continenti, uno stesso filo rosso
L’America, quella di Austin in Texas, e l’Italia, quella di Arese: due consegne che raccontano la stessa storia, fatta di esclusività e di radici profonde. Bloomquist riceve la sua 33 Stradale e la porta nella sua collezione personale, assieme alle due Alfa che già possiede; l’altra finisce invece sotto una luce diversa, quella del museo, dove potrà essere ammirata da chi non potrà mai permettersi di acquistarla. Nessuna delle due vetture, però, tradisce l’idea originaria: restituire, in soli trentatré esemplari, il senso di un’artigianalità che sembrava smarrita nelle pieghe di un’industria sempre più omologata.




