L’Alfa Romeo spider “Duetto” compie sessant’anni e il museo di Arese la celebra con una mostra che durerà fino a dicembre

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Redazione Scienza e Tecnologia Redazione Scienza e Tecnologia   -   Sessant’anni fa, esattamente tra i padiglioni del Salone di Ginevra del 1966, l’Alfa Romeo presentava la “1600 Spider”, una vettura che, pur non avendo un nome ufficiale, venne ribattezzata immediatamente dal pubblico come “Duetto” – un soprannome destinato a rimanere impresso nella storia dell’automobile più del suo stesso marchio. A distanza di sei decenni, il fascino di questa due posti progettata da Pininfarina non mostra alcun segno di cedimento, come hanno dimostrato le centinaia di Alfisti accorsi da tutta Italia e dall’estero al Museo Alfa Romeo di Arese per il raduno celebrativo, un evento che ha trasformato il sito in un crocevia vivente di memoria storica e passione meccanica.

La genesi di un mito nato per conquistare l’America

A metà degli anni Sessanta, la dirigenza del Biscione sentì l’urgenza di dare un’erede alla Giulietta Spider, un modello che aveva già saputo interpretare perfettamente il sogno di mobilità elegante e accessibile oltreoceano. L’obiettivo, ambizioso, venne affidato alla matita di Battista Pininfarina – la sua ultima grande opera prima della scomparsa – il quale, partendo dalla meccanica della Giulia Sprint GT con passo accorciato a 2.250 millimetri, disegnò una linea destinata a insegnare lo stile italiano al mondo. La stampa specializzata, osservando quella carrozzeria dalla forma affusolata e simmetrica (muso e coda bassi e arrotondati), la ribattezzò immediatamente “osso di seppia”, un termine che oggi identifica la prima serie (1966-1969) come la più poetica e ricercata dai collezionisti.

La leggenda della Duetto, oltre che sui dati tecnici – 990 chili di peso, motore bialbero da 1.6 litri in grado di erogare 109 cavalli e una velocità di punta di 185 km/h – si costruì anche grazie a un lancio pubblicitario senza precedenti. Per farla conoscere al mercato statunitense, Alfa Romeo organizzò una crociera sulla turbonave “Raffaello” da Genova a New York, con scalo di lusso a Cannes durante il Festival del Cinema: ospiti internazionali, mondanità e tre esemplari della nuova spider esposti sul ponte, disponibili per prove dinamiche, scrissero la prima pagina di un successo che sarebbe diventato planetario.

Il mistero del nome “Duetto” e il legame con il grande schermo

Curiosamente, il nome con cui tutti conoscono questa vettura non fu mai utilizzato ufficialmente dalla casa madre a causa di un contenzioso legale con un’omonima merendina, eppure – proprio come accade per le leggende popolari – l’appellativo vincente emerso da un concorso tra i rivenditori sopravvisse nell’uso comune, diventando l’identità assoluta dell’auto. Se si esclude l’Aston Martin di James Bond, poche vetture hanno goduto di una ribalta cinematografica paragonabile a quella della Duetto, la quale nel 1967 venne scelta dal regista Mike Nichols per diventare co-protagonista nel film “Il laureato” con Dustin Hoffman, un ruolo che la consacrò definitivamente come icona di stile e ribellione giovanile sotto il sole della West Coast.

Quattro serie e una mostra al Museo di Arese per celebrare la lunga carriera

La straordinaria longevità produttiva della Spider, rimasta in catalogo dal 1966 al 1994 per un totale di 28 anni e oltre 124.000 esemplari venduti – un record assoluto per il marchio – si declina in quattro serie distinte. Dopo la celebre “osso di seppia”, nel 1969 arrivò la versione a “coda tronca” (la più longeva e venduta), seguita negli anni Ottanta dalla serie “aerodinamica” con paraurti integrati, fino all’ultimo restyling del 1990 che riportò in auge linee più pulite e ispirate all’originale. Proprio questa evoluzione stilistica è il filo conduttore della mostra “Spider è Alfa Romeo”, inaugurata al Museo di Arese lo scorso 19 aprile e pensata per rimanere aperta fino a dicembre 2026, dove i visitatori possono ammirare un’esposizione che cambia volto ogni due mesi, dedicando una sezione specifica a ciascuna delle quattro serie storiche.

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