Papilloma virus, un'ombra sulla salute di tutti
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Redazione Salute
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Circa otto adulti su dieci, nel corso della propria vita e in presenza di un'attività sessuale, contraggono l'infezione da Papilloma virus umano, un dato che fotografa la diffusione pervasiva di un agente patogeno di cui sono stati identificati circa duecento ceppi diversi. Non tutti, è vero, presentano lo stesso livello di pericolosità; una parte di essi, tuttavia, è classificata come oncogena, capace cioè di innescare processi tumorali in diverse sedi anatomiche. L'HPV, la cui trasmissione avviene prevalentemente – per una percentuale che sfiora il 95% – attraverso i rapporti intimi, è infatti all'origine di settemilacinquecento nuove diagnosi di cancro ogni anno nel nostro paese, un dato che include, oltre al noto tumore della cervice uterina, anche neoplasie del cavo orofaringeo, del distretto testa-collo e dell'area ano-genitale.
Il vaccino, una barriera ancora troppo bassa
Se da un lato la scienza ha compiuto passi da gigante, come dimostra il calo della mortalità per il carcinoma della cervice, scesa del 62% in trent'anni anche grazie allo screening, dall'altro lo strumento più potente per la prevenzione primaria fatica a decollare. La vaccinazione, che rappresenta una vera e propria rivoluzione in ambito sanitario, vede infatti tassi di adesione preoccupantemente bassi, ben al di sotto delle soglie raccomandate. Mentre tra le giovani femmine la copertura si attesta su poco più del 70%, una percentuale comunque non ottimale, tra i maschi nati nel 2003 e 2004 il panorama è desolante: le immunizzazioni crollano al di sotto del 20%, lasciando una fetta consistente della popolazione giovane senza le necessarie difese.
Il peso della malattia sugli uomini
La percezione comune, ormai superata dalle evidenze scientifiche, legava il Papilloma virus quasi esclusivamente ai rischi per la salute femminile. La realtà dei fatti, invece, descrive un impatto significativo anche sulla popolazione maschile. In Italia, l'HPV è responsabile ogni anno di oltre duemilaquattrocento casi di cancro tra gli uomini, un numero che si traduce in circa tremila decessi, cifre che spazzano via qualsiasi dubbio sulla sua pericolosità. A ciò si aggiunge un ulteriore, e forse meno noto, effetto collaterale: la possibile compromissione della fertilità. Studi hanno rilevato, non a caso, una prevalenza del DNA virale nello sperma quasi doppia tra i pazienti infertili rispetto al resto della popolazione.
Le vie di trasmissione e la prevenzione integrata
Sebbene la stragrande maggioranza dei contagi avvenga per via sessuale, esiste una quota residuale, seppur minoritaria, di trasmissione riconducibile ad altre modalità di contatto con l'agente patogeno. Questa evenienza, che comprende per esempio l'utilizzo di servizi igienici pubblici, contribuisce a delineare un quadro di circolazione del virus estremamente ampio. La strategia di contrasto, di conseguenza, non può che essere duplice: da un lato la vaccinazione, che rimane il pilastro fondamentale per ridurre la circolazione virale e l'insorgenza di patologie correlate, e dall'altro la diagnosi precoce, affidata a test sempre più efficaci nel identificare precocemente eventuali alterazioni cellulari.




