Il ritorno dell’uomo intorno alla Luna, la notte della Beghi e il volo di Artemis II

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Redazione Scienza e Tecnologia Redazione Scienza e Tecnologia   -   A oltre mezzo secolo dall’ultima volta che un equipaggio umano ha varcato i confini dell’orbita bassa per dirigersi verso il nostro satellite naturale, il conto alla rovescia è finalmente iniziato. Nei locali dell’ex biblioteca Beghi, l’Istituto culturale Astrofili Spezzini propone una serata che intreccia divulgazione, tecnologia ed emozione, accompagnando il pubblico verso uno degli appuntamenti più attesi dell’esplorazione spaziale contemporanea. Il programma di stasera si apre alle 21 con il corso di astrofotografia curato da Claudio Gentile, riservato ai soci, ma è dalle 23 che l’iniziativa si apre alla città con la ‘Maratona Artemis – Aspettando il ritorno dell’uomo sulla Luna’, un’occasione per condividere lo stupore di un’impresa che, per certi versi, sembrava essersi persa nella memoria collettiva.

La Nasa ha programmato nella notte tra il 1° e il 2 aprile 2026 il lancio della missione Artemis II, un volo che dopo più di 50 anni riporterà un equipaggio nelle vicinanze lunari. Il lancio, previsto per le 18:24 ora della costa orientale degli Stati Uniti (le 0:24 in Italia) dal Kennedy Space Center in Florida, segna il debutto del razzo Space Launch System (SLS) e della capsula Orion con persone a bordo. Un volo, questo, che arriva dopo un rinvio rispetto alla finestra di marzo, causato da una serie di complicazioni tecniche legate a perdite di idrogeno e problemi al flusso di elio durante le fasi di rifornimento, problemi che hanno richiesto ulteriori verifiche prima di dare il via libera al decollo.

A differenza delle missioni Apollo che portarono l’uomo a camminare sulla polvere grigia del suolo lunare, Artemis II non prevede un allunaggio. L’obiettivo, in questa fase, è collaudare i sistemi di supporto vitale e di navigazione in profondità, quello che gli ingegneri definiscono l’ambiente reale dello spazio profondo. L’equipaggio di quattro persone – tre della Nasa e uno dell’Agenzia Spaziale Canadese – percorrerà una traiettoria di circa 9-10 giorni, spingendosi fino a circa 8.000 chilometri oltre la faccia nascosta della Luna, superando così il record di distanza dalla Terra stabilito dall’Apollo 13. Si tratta di una traiettoria di rientro libero, celebre proprio per la missione del 1970, che sfrutta la gravità lunare per fare ritorno sulla Terra senza necessità di accensioni critiche del motore principale.

I protagonisti: un equipaggio che scrive la storia

A bordo della capsula Orion, battezzata ‘Integrity’, siederanno il comandante Reid Wiseman, il pilota Victor Glover e gli specialisti di missione Christina Koch e Jeremy Hansen. L’equipaggio rappresenta una novità assoluta per l’esplorazione umana oltre l’orbita terrestre. Per la prima volta, una donna, Christina Hammock Koch, 47 anni, si avventurerà così lontano dalla Terra. Koch non è certo una debuttante: al suo secondo viaggio nello spazio, vanta il record di durata per un’astronauta donna, con 328 giorni consecutivi a bordo della Stazione Spaziale Internazionale (ISS), dove ha anche partecipato alla prima camminata spaziale composta esclusivamente da donne. Insieme a lei, Victor Glover diventerà il primo astronauta di colore a volare verso la Luna, mentre Jeremy Hansen, dell’Agenzia Spaziale Canadese, sarà il primo non americano a intraprendere questa rotta.

Attualmente l’equipaggio si trova in una fase di quarantena rigorosa all’interno del Neil A. Armstrong Operations and Checkout Building, immerso in una routine di controlli medici, gestione del sonno e monitoraggio costante delle condizioni meteorologiche e dello stato del vettore. La partenza, soggetta a una finestra di due ore, gode di una probabilità dell’80% di condizioni favorevoli, con l’unica incognita rappresentata dalla copertura nuvolosa e dai venti in quota.

Il programma della notte spezzina e il significato del volo

Mentre gli ingegneri nella sala di controllo del Rocco Petrone Launch Control Center danno il via alle operazioni di riempimento dei serbatoi con centinaia di migliaia di galloni di idrogeno e ossigeno liquidi, gli Astrofili Spezzini si preparano ad accogliere il pubblico alla Beghi. La scelta di intitolare la maratona al programma Artemis non è casuale: si tratta di un omaggio al ritorno a un’esplorazione che, a differenza del programma Apollo, punta a una presenza sostenibile, sebbene per ora l’allunaggio umano sia stato spostato in calendario, previsto con le missioni Artemis 4 e 5 non prima del 2028.

L’iniziativa alla Beghi, che prenderà il via dopo la mezzanotte, si propone quindi di contestualizzare questi sviluppi. Gli astrofili guideranno i visitatori attraverso le fasi della missione: dai primi 25 ore di orbita terrestre alta, durante le quali l’equipaggio testerà le manovre di avvicinamento utilizzando lo stadio superiore del razzo come bersaglio, fino al momento in cui il motore principale di Orion li spingerà verso la Luna, distante circa 393.000 chilometri. L’attenzione sarà focalizzata sugli aspetti tecnici di un volo che, pur non toccando il suolo, rappresenta la pietra miliare per il ritorno dell’umanità sul suolo lunare, un’impresa che, come hanno dichiarato gli stessi astronauti, non appartiene a un singolo individuo ma rappresenta un traguardo collettivo.

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