Artemis II, il conto alla rovescia per il ritorno dell’uomo verso la Luna è iniziato

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Redazione Scienza e Tecnologia Redazione Scienza e Tecnologia   -   Il grande orologio digitale posizionato nei pressi del Kennedy Space Center, in Florida, scandisce ormai le ore che ci separano da un appuntamento storico con il quale l’umanità si riappropria di un pezzo di cielo che non toccava da oltre cinquant’anni. Alle 18:24 di mercoledì primo aprile, ora locale – le 00:24 del due aprile in Italia – la finestra di lancio per la missione Artemis II si aprirà ufficialmente, dando il via a un viaggio di dieci giorni che porterà quattro astronauti a orbitare attorno alla Luna. Si tratta della prima volta dal lontano 1972, quando l’Apollo 17 chiuse il ciclo delle esplorazioni lunari del secolo scorso, che un equipaggio umano si avventura a una distanza così critica dal nostro pianeta, con l’obiettivo dichiarato di testare quelle tecnologie che, nei piani dell’agenzia spaziale statunitense, consentiranno un ritorno stabile e duraturo sul suolo lunare entro la fine del decennio.

Un razzo da 98 metri e una capsula dal nome significativo

Sulla rampa 39-B, il razzo Space Launch System (SLS) – un colosso alto 98 metri e dal peso di 2,6 milioni di chili quando alimentato – attende insieme alla capsula Orion il momento del via. L’equipaggio, che ha ribattezzato il veicolo con il nome "Integrity" (Integrità) come monito e guida morale per le complesse fasi che li attendono, è entrato ormai nella fase di quarantena protettiva presso il Neil A. Armstrong Operations and Checkout Building, sottoposto a rigidi controlli medici, a un regime di sonno calibrato e a continue verifiche sullo stato dei sistemi di bordo. Il programma, che era stato precedentemente rinviato a causa di perdite nel sistema di alimentazione dell’idrogeno e problemi di pressurizzazione dello stadio superiore, sembra ora aver risolto le criticità tecniche. I tecnici stanno procedendo con le operazioni di rifornimento dei serbatoi criogenici e con il riempimento del sistema di soppressione acustica, una vera e propria "diga" d’acqua studiata per proteggere il razzo dalla potenza assordante dei propri motori al momento del decollo.

Il viaggio, gli uomini e il contributo europeo

A bordo della Orion, i cui sistemi di supporto vitale saranno testati per la prima volta in condizioni operative reali con esseri umani, trovano posto tre astronauti della NASA e uno della Canadian Space Agency (CSA). A loro spetterà il compito di verificare la tenuta delle comunicazioni, la navigazione e la resistenza alle radiazioni cosmiche durante il flyby lunare, che li porterà a sfiorare la superficie del satellite a circa 6.000 miglia di distanza, raggiungendo forse il punto più lontano mai toccato dall’uomo nel cosmo, superando il record stabilito dall’Apollo 13. L’Europa, in questo contesto, gioca un ruolo di primaria importanza non attraverso un astronauta, ma con la tecnologia: il modulo di servizio europeo, infatti, rappresenta il cuore pulsante della missione. Integrato nella capsula, fornisce l’energia elettrica attraverso i pannelli solari, la propulsione necessaria per le manovre in orbita, il controllo termico per preservare le condizioni di abitabilità e, aspetto non trascurabile, le riserve di ossigeno, gas e acqua indispensabili per la sopravvivenza dell’equipaggio durante i dieci giorni di navigazione.

L’incognita meteo e il valore del conto alla rovescia

Il conto alla rovescia, iniziato ufficialmente alle 16:44 di lunedì, non è semplicemente un attesa passiva, ma un susseguirsi di procedure tecniche calibrate al millisecondo: dall’alimentazione dei componenti di volo ai test delle linee di comunicazione, fino alla delicatissima fase di carico del propellente iperraffreddato. Gli addetti ai lavori, riuniti nei centri di controllo, hanno fornito il loro "via libera" procedurale, e il team di lancio si è dichiarato pronto a gestire le oltre 500 variabili che potrebbero portare a uno stop. Il meteo rimane, a poche ore dall’evento, la variabile più imprevedibile: le previsioni indicano una probabilità dell’80% di condizioni favorevoli, ma l’attenzione resta alta sulla possibile formazione di venti forti e nubi temporalesche che potrebbero compromettere la finestra di lancio. In caso di rinvio, sono previste opportunità giornaliere fino al 6 aprile, termine ultimo oltre il quale la posizione della Luna rispetto alla Terra imporrebbe un’attesa di circa 24 giorni prima di una nuova possibilità.

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