Papa Francesco, un mese dopo il ricovero al Gemelli: lo stato di salute e il percorso di guarigione

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Da quel 13 marzo 2013, quando, sotto una pioggia insistente, si affacciò dalla loggia centrale di San Pietro salutando il mondo con un semplice "buonasera", papa Francesco ha vissuto anniversari carichi di significato. Quello di ieri, però, è stato diverso. A un mese esatto dal ricovero al Policlinico Gemelli di Roma per una polmonite bilaterale, il Pontefice ha trascorso la giornata festeggiato dal personale sanitario che lo assiste, con una torta e candeline a simboleggiare non solo i dodici anni di pontificato, ma anche un percorso di guarigione che, secondo i medici, lo ha ormai allontanato dal pericolo imminente.

Francesco, il primo papa a scegliere il nome del santo di Assisi, è entrato nel suo tredicesimo anno da vescovo di Roma lontano dal Vaticano, in una stanza d’ospedale che è diventata, suo malgrado, il centro delle attenzioni di fedeli e osservatori. La sua condizione, inizialmente preoccupante, ha visto un miglioramento costante, tanto che i medici hanno confermato come sia in via di guarigione, pur mantenendo un regime di cure e osservazione.

Intanto, a Roma, il rettore della Pontificia Università della Santa Croce, Fernando Puig, ha celebrato una messa nella basilica di Sant’Apollinare per commemorare i dodici anni di pontificato. Un gesto che si è unito a quello della città di Assisi, che ha voluto ricordare l’anniversario con un messaggio di affetto e vicinanza. "Assisi sarà sempre casa tua", hanno scritto dal luogo simbolo del francescanesimo, ricordando come le campane della città suonarono a distesa nel 2013 per accogliere l’elezione di Jorge Mario Bergoglio.

Il ricovero al Gemelli, che ha tenuto il papa lontano dalle sue consuete attività, non ha però attenuato il suo ruolo di riferimento morale globale. Francesco, che ha sempre posto al centro del suo ministero temi come l’umanità, la pace e la dignità delle persone, continua a essere una voce ascoltata, anche da un letto d’ospedale. La sua assenza fisica non ha intaccato la forza del suo messaggio, che rimane un faro per molti, dentro e fuori dalla Chiesa.

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