Piazza Affari sfonda il muro dei 50mila punti, il Ftse Mib cancella il record dell’era dotcom
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Redazione Economia
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La Borsa di Milano ha riscritto i propri libri contabili a distanza di ventisei anni, quando un’altra epoca – quella delle cosiddette dotcom – sembrava non dover finire mai. In una seduta di metà mattinata caratterizzata da volumi in decisa crescita, il Ftse Mib ha superato ampiamente la soglia dei 50.110 punti, toccando quota 50.200 e aggiornando al rialzo quel primato storico che dal 6 marzo del 2000 sembrava ormai un miraggio per gli investitori nostrani.
Il balzo dell’1,46% registrato dall’indice milanese non rappresenta solo un evento tecnico di natura statistica, ma certifica una fiducia concreta nel comparto azionario italiano, l’unico tra i grandi mercati europei ad attendere ancora questo traguardo fino a ieri.
A guidare la carica, in una giornata che resterà negli annali di Palazzo Mezzanotte, ci pensano tre società dal profilo molto diverso tra loro: Amplifon – che guadagna oltre il 6% dopo la promozione degli analisti di Kepler Cheuvreux con un target price alzato a 13,50 euro – Nexi e il colosso aerospaziale Avio.
La spinta dei conti pubblici e lo spread in calo
L’aspetto forse più rilevante, al di là del dato puramente numerico, risiede nelle motivazioni profonde che hanno accompagnato questa cavalcata. A differenza di altri exploit passati – talvolta alimentati più dalla speculazione che da fondamentali solidi – l’attuale performance di Piazza Affari affonda le radici in un giudizio di credibilità che gli investitori stranieri hanno progressivamente maturato nei confronti della politica economica italiana.
Il depresso spread (che continua a mantenersi su valori contenuti) e l’impegno ripetuto a tenere sotto controllo i conti pubblici hanno insomma creato un humus favorevole, capace di resistere anche alle turbolenze internazionali. In questo scenario, non stupisce che Fratelli d’Italia abbia subito rivendicato il risultato: il deputato Saverio Congedo, capogruppo in commissione Finanze alla Camera, ha parlato di una “premiata credibilità dell’Italia” sottolineando come i mercati stiano premiando una linea di rigore che evita provvedimenti capaci di agitare la platea degli investitori.
La crescita da inizio anno che nessun’altra piazza europea può vantare
Se si allarga lo sguardo oltre la singola seduta odierna, il quadro diventa persino più eloquente: da gennaio il Ftse Mib viaggia con un progresso dell’11,5%, un dato che la colloca al primo posto tra le principali Borse del Vecchio Continente. Le ragioni di questa sovraperformance sono molteplici e intrecciano fattori macroeconomici con scelte micro settoriali.
Da un lato, la minore esposizione dell’Italia alle tensioni energetiche rispetto ad altre economie importatrici; dall’altro, la composizione stessa dell’indice milanese, ricco di titoli finanziari e industriali che hanno beneficiato del rialzo dei tassi (nella prima fase) e poi della stabilizzazione monetaria successiva. A ciò si aggiunge una sorta di effetto “catch-up”: Parigi, Francoforte e Londra avevano già da tempo superato i rispettivi massimi dell’era internet, mentre Milano doveva ancora colmare quel divario. Un divario che oggi, con il sorpasso dei 50.
109 punti, può dirsi finalmente colmato.
La fotografia di una seduta: Amplifon, Nexi e Avio in cattedra
Scendendo nel dettaglio della seduta record, a spiccare nel listino principale è senza dubbio Amplifon, il cui balzo del 6% ha trovato linfa vitale nel giudizio positivo degli analisti di Kepler Cheuvreux, passati a “Buy” con un prezzo obiettivo a 13,50 euro. Una raccomandazione che ha trainato l’intero comparto della salute, ma non solo.
Nexi, dal canto suo, ha continuato a beneficiare della ripresa dei consumi digitali e del piano di riduzione del debito annunciato nei mesi scorsi; mentre Avio, storica firma dell’aerospazio italiano, ha cavalcato l’onda lunga dei contratti legati ai lanciatori Vega e ai finanziamenti europei per l’autonomia spaziale. Tre storie diverse, insomma, che raccontano però la stessa verità: la Borsa di Milano non è più solo moda e banche, ma un ecosistema variegato capace di attrarre capitali su settori ad alta tecnologia e a forte intensità di ricerca.
La sfida, ora, sarà mantenere queste quote senza farsi travolgere da eventuali inversioni di rotta sui mercati globali, ma per il momento – e il dato dei 50.200 punti parla chiaro – il vento soffia a favore di Piazza Affari.




