Evirato ad Angri, convalidato arresto della moglie
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Redazione Interno
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Evirato ad Angri, convalidato l’arresto della donna accusata di aver mutilato il marito dopo averlo narcotizzato. Il giudice per le indagini preliminari ha disposto la custodia in carcere per Afrine Muna, 35 anni, ritenuta responsabile di aver tagliato l’organo genitale al coniuge nel pomeriggio del primo maggio, al termine di una discussione avvenuta nella nuova abitazione della coppia.
Cosa è successo ad Angri il primo maggio
I fatti si sono verificati in un’abitazione di via Mezzo, ad Angri, in provincia di Salerno, dove la coppia si era appena trasferita. Secondo quanto emerge dall’ordinanza del gip Federico Noschese, la donna avrebbe atteso che il marito si addormentasse dopo pranzo, presumibilmente dopo averlo drogato, per poi compiere il gesto. La vittima, un 41enne di origine bengalese, è stata colpita con una recisione netta dell’organo genitale, provocando una grave emorragia che ha reso necessario un intervento chirurgico d’urgenza.
Le accuse e la decisione del gip
Il giudice ha convalidato il fermo e disposto la detenzione in carcere con l’accusa di lesioni gravissime aggravate. Nelle 17 pagine dell’ordinanza si sottolinea la particolare crudeltà dell’azione. La donna, seconda moglie dell’uomo, avrebbe agito al culmine di tensioni legate alla convivenza appena iniziata. L’episodio si è verificato proprio nel primo giorno nella nuova casa, dopo una discussione tra i due.
Le condizioni della vittima dopo l’aggressione
Il 41enne è stato trasportato d’urgenza all’ospedale di Nocera Inferiore, dove i medici del reparto di Urologia hanno eseguito un intervento salvavita per arrestare l’emorragia. Le condizioni fisiche sono in miglioramento e non risulta in pericolo di vita, ma permane uno stato di choc. I sanitari hanno escluso la possibilità di riattaccare l’organo reciso.
Le motivazioni alla base del gesto
Secondo quanto riferito, alla base dell’aggressione ci sarebbe un conflitto legato alla volontà dell’uomo di coinvolgere anche la prima moglie nella nuova convivenza. La circostanza avrebbe alimentato tensioni nella coppia, sfociate nel gesto violento. L’uomo e la donna, entrambi originari del Bangladesh, si erano separati dai rispettivi coniugi prima di trasferirsi insieme.
Assistenza legale e sviluppi giudiziari
L’avvocato Angelo Pisani ha annunciato l’assistenza legale gratuita alla vittima e la costituzione di parte civile dell’associazione “1523.it - Potere ai Diritti” nel futuro processo. Intanto, il procedimento penale prosegue con la misura cautelare già disposta, mentre si attendono ulteriori sviluppi investigativi sui dettagli dell’accaduto.




