Ucraina, nuovo attacco ai magazzini di Wildberries: è la "Amazon russa" nel mirino di Kiev

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Redazione Esteri Redazione Esteri   -   Un nuovo attacco con droni ha colpito i magazzini del colosso dell'e-commerce russo Wildberries, confermando l'escalation nella strategia ucraina di colpire il cuore logistico ed economico del nemico. L'incendio, divampato in uno dei centri logistici, è stato prontamente confermato dall'ufficio stampa dell'azienda su Telegram, che ha subito escluso la presenza di vittime tra i dipendenti.

L'operazione si inserisce in una serie di raid che, nelle ultime settimane, hanno preso di mira le infrastrutture della piattaforma, spesso paragonata a un'Amazon russa per la sua capillare diffusione e il suo ruolo dominante nel mercato.

La "Amazon russa" nel mirino per il sostegno allo sforzo bellico

Le motivazioni addotte da Kiev per questi attacchi sistematici sono chiare e ripetute: Wildberries, secondo le autorità ucraine, sarebbe un ingranaggio fondamentale nella macchina logistica che rifornisce l'esercito russo. L'accusa, avanzata pubblicamente dal presidente Volodymyr Zelensky, è che i magazzini della società vengano utilizzati per lo stoccaggio e la distribuzione di componenti per droni, attrezzature di navigazione e altri materiali dual-use, indispensabili per le operazioni belliche al fronte.

L'obiettivo dichiarato è quello di interrompere questa catena di approvvigionamento, colpendo non solo le capacità militari ma anche il tessuto economico che le sostiene, portando le conseguenze del conflitto direttamente all'interno della vita quotidiana dei cittadini russi.

Incursioni aeree e vittime civili: la drammatica giornata sul Mar Nero

La giornata di attacchi non si è limitata ai soli obiettivi logistici, ma ha assunto contorni ancora più tragici con episodi che hanno coinvolto la popolazione civile. Un drone precipitato su una spiaggia affollata della costa del Mar Nero, nei pressi di Gelendzhik, ha causato una strage: sette i morti accertati, tra cui tre bambini, e una quarantina di feriti.

Il governatore del territorio di Krasnodar, Venyamin Kondryatev, ha parlato senza mezzi termini di un "attacco deliberato del regime di Kiev contro la popolazione civile", definendo l'accaduto come un atto terroristico "cinico e disumano". Non distante dal luogo dell'impatto, secondo quanto riferito dalle autorità, si trova una residenza estiva riconducibile al presidente russo Vladimir Putin, un dettaglio che ha ulteriormente acceso la tensione politica.

Altri quattro droni sono stati intercettati e sono precipitati in Crimea, portando il bilancio complessivo delle vittime della giornata ad almeno undici morti, con tre bambini tra le vittime.

La risposta russa e il bilancio dell'escalation

La reazione di Mosca non si è fatta attendere, con il portavoce del Cremlino, Dmitry Peskov, che ha respinto le accuse ucraine riguardanti l'uso di Wildberries per scopi militari, definendo i magazzini come obiettivi civili. La strategia ucraina, che mira a minare le fondamenta economiche della Russia colpendo un settore chiave come l'e-commerce, è apparsa chiara agli analisti: colpire Wildberries significa danneggiare un mercato che contribuisce in maniera sostanziale al PIL russo, creando disagi a centinaia di migliaia di piccoli venditori e inflazionando i prezzi al consumo.

La scelta di intensificare gli attacchi, che in meno di due settimane hanno già superato la dozzina di bersagli, dimostra la volontà di Kiev di perseguire una strategia che combina danni militari, economici e psicologici.

Droni sui cieli della Russia e la risposta sui porti ucraini

Mentre i raid si susseguono sul territorio russo, l'esercito di Mosca ha risposto con altrettanta durezza, intensificando i bombardamenti sul suolo ucraino. Nella città di Zaporizhzhia, nel sud del paese, l'aviazione russa ha sganciato otto potenti bombe plananti in soli novanta minuti, colpendo quartieri residenziali e causando almeno un morto e decine di feriti.

Contemporaneamente, il ministero della Difesa russo ha annunciato di aver condotto attacchi mirati contro le infrastrutture portuali di Odessa e Chornomorsk, colpendo navi mercantili e depositi di carburante che, secondo le accuse, venivano utilizzati per sostenere lo sforzo bellico ucraino. Questo doppio fronte di attacchi, che si estende dalle coste del Mar Nero alle retrovie logistiche, ha segnato una nuova e pericolosa fase del conflitto, con entrambe le parti che cercano di allargare il raggio delle proprie azioni per fiaccare la resistenza avversaria.

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