Massicci raid russi su infrastrutture energetiche ucraine, Kiev risponde con F-16 e Mirage francesi

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Redazione Esteri Redazione Esteri   -   L’Ucraina è stata nuovamente colpita da un’ondata di attacchi aerei russi, che hanno preso di mira le infrastrutture energetiche e del gas in diverse regioni del paese. Secondo quanto riportato dal ministro dell’Energia ucraino, Guerman Galouchtchenko, i raid – condotti con l’impiego di missili e droni – hanno causato danni significativi, anche se le autorità stanno lavorando per stabilizzare le forniture di energia. “La Russia sta cercando di danneggiare la popolazione ucraina bombardando gli impianti di produzione di energia e gas”, ha dichiarato Galouchtchenko su Facebook, sottolineando come l’obiettivo principale sia quello di privare il paese di elettricità e riscaldamento, colpendo direttamente i cittadini comuni.

Nella notte tra il 6 e il 7 marzo, le forze russe hanno lanciato un attacco massiccio, utilizzando 67 missili di vario tipo – tra cui Kh-101, Kh-55, Caliber, S-300 e Kh-59/69 – e 194 droni Shaheed. Le difese aeree ucraine, tuttavia, sono riuscite a intercettare e distruggere 34 missili e 100 droni, di cui 86 non hanno raggiunto i loro obiettivi. Un ulteriore dettaglio, emerso dalle comunicazioni dell’Aeronautica militare ucraina su Telegram, riguarda l’impiego, per la prima volta, di aerei da combattimento F-16 e Mirage-2000 francesi, schierati per contrastare l’offensiva. Questo segna un passo significativo nella risposta militare di Kiev, che si avvale ora di mezzi più avanzati per fronteggiare la minaccia aerea russa.

L’attacco rientra in una strategia più ampia, volta a indebolire le capacità energetiche dell’Ucraina, già messe a dura prova dai precedenti bombardamenti. Le infrastrutture colpite, essenziali per il funzionamento del paese, rappresentano un bersaglio prioritario per Mosca, che mira a logorare la resistenza ucraina non solo sul fronte militare, ma anche su quello civile. Nonostante i danni, le autorità ucraine hanno ribadito il loro impegno a ripristinare i servizi il più rapidamente possibile, cercando di limitare l’impatto sulla popolazione.

Intanto, il presidente italiano Sergio Mattarella, in un intervento separato, ha sottolineato come “una pace basata sulla prepotenza non durerebbe a lungo”, riflettendo sulle implicazioni di un conflitto che continua a destabilizzare non solo l’Ucraina, ma l’intera regione. Le parole di Mattarella, pur non direttamente legate agli ultimi sviluppi bellici, sembrano riecheggiare le preoccupazioni di chi osserva un’escalation che, nonostante le contromisure, non accenna a diminuire.

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