La Juventus vola in Borsa dopo l'offerta respinta di Tether
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Redazione Sport
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L’improvvisa e inattesa offerta di acquisto, presentata dalla società di criptovalute Tether per il controllo della Juventus, ha prodotto un effetto immediato e tangibile sui mercati finanziari, nonostante il netto rifiuto opposto dalla holding Exor, azionista di riferimento del club. La reazione, dopo un fine settimana di intense discussioni sui media e tra i tifosi, si è materializzata con l’apertura della seduta di Piazza Affari, dove il titolo bianconero, unico insieme a quello della Lazio nel paniere del calcio italiano, ha registrato una performance di assoluto rilievo. Il listino, che aveva iniziato le contrattazioni con un rimarchevole balzo dell’8%, ha visto incrementare ulteriormente il guadagno, toccando nella prima parte della giornata un picco positivo del 12%, in netta controtendenza rispetto all’andamento generale del Ftse Mib.
A scatenare l’impennata, come analizzato dagli operatori di settore, è stata proprio la notizia dell’offerta vincolante e non sollecitata, del valore complessivo di circa 1,1 miliardi di euro, che Tether ha rivolto al consiglio di amministrazione di Exor nella serata di venerdì. La proposta, che mirava all’acquisizione dell’intero pacchetto azionario a un prezzo per titolo di 2,66 euro, è stata respinta in modo risoluto e senza appello, ma ha comunque innescato un meccanismo di rivalutazione da parte degli investitori. Questi ultimi, interpretando la mossa come un segnale di estremo interesse verso il valore potenziale della società, hanno riversato fiducia sul titolo, portandolo a scambiarsi, nel vivo delle contrattazioni, a livelli prossimi ai 2,48 euro per azione. Un movimento di capitale che, stando alle prime letture, appare del tutto scollegato dalle sorti dell’offerta in sé, ormai archiviata, ma legato alla percezione di un asset considerato appetibile sul mercato.
Al di là dei freddi numeri di Borsa, l’episodio ha generato un ampio dibattito sulle reali intenzioni e sulla solidità della posizione dell’azionista di controllo. A sollevare pubblicamente qualche dubbio, in toni peraltro ironici, è stato un volto storico della dirigenza juventina, l’ex presidente Giovanni Cobolli Gigli, il quale, intervenendo in una trasmissione radiofonica nazionale, ha commentato le dichiarazioni di chiusura di John Elkann. Cobolli Gigli ha osservato come il presidente di Exor, nel comunicare il no alla proposta, leggesse un testo preparato, un dettaglio che, a suo dire, "non depone molto a favore della sua convinzione". Un’osservazione che, al di là del suo carattere personale, fotografa l’atmosfera di sorpresa e di scrutinio che ha circondato l’intera vicenda, amplificata dall’insolita natura del potenziale acquirente, leader nel settore delle stablecoin ma estraneo al mondo del calcio professionistico.




