La Lega rilancia Salvini e punta su autonomia e lavoro, mentre il congresso apre le divisioni

Articolo Precedente

precedente
Articolo Successivo

successivo

Redazione Interno Redazione Interno   -   Firenze si prepara a ospitare, oggi e domani alla Fortezza da Basso, il congresso federale della Lega, il primo dopo otto anni. Un appuntamento che confermerà Matteo Salvini alla guida del partito per un nuovo mandato, senza contendenti, ma che al tempo stesso mette in luce le tensioni interne, tra minoranze critiche e assenze di rilievo, come quella di alcuni assessori.

Il segretario, che sarà eletto per la terza volta, punta a rilanciare le battaglie storiche del Carroccio: autonomia, identità e opposizione al riarmo europeo, temi che verranno approfonditi anche grazie agli interventi di ospiti come Emanuele Orsini, presidente di Confindustria, e Francesco Paolo Capone, segretario generale dell’Ugl. Tra i punti chiave del congresso c’è anche l’approvazione del nuovo statuto, che prevede l’ampliamento della squadra dirigente con quattro vice.

A tenere banco, però, sono le divisioni. La mozione Identità e Futuro, presentata dal veneto Alberto Stefani – vice segretario federale e figura di spicco nel partito – cerca di conciliare l’eredità nordista con la linea salviniana, ma non tutti sembrano convinti. Una parte dei delegati, soprattutto quelli veneti, critica la gestione del partito e la scelta dei candidati al Consiglio federale, l’organo esecutivo che include segretari regionali e parlamentari.

Puoi condividere questo articolo o riprenderne i contenuti, anche parzialmente, citando la fonte con link attivo a informazione.news, il portale online di notizie e approfondimenti.