Lutto regionale in Sardegna per la morte dell'Aga Khan

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Redazione Interno Redazione Interno   -   La Sardegna si ferma domani, 6 febbraio, per rendere omaggio alla scomparsa del principe Karim Aga Khan, cittadino onorario di Arzachena e Olbia, nonché artefice della rinascita della Costa Smeralda. La presidente della Regione, Alessandra Todde, ha proclamato il lutto regionale, una decisione condivisa con la Giunta, per onorare la memoria di colui che ha trasformato un territorio complesso in un modello di sviluppo virtuoso. L’Aga Khan, scomparso a 87 anni, non è stato solo un imprenditore visionario, ma anche un punto di riferimento per la Sardegna, che ha saputo valorizzare attraverso un progetto unico nel suo genere.

Karim Aga Khan IV, diventato imam degli ismailiti a soli vent’anni nel 1957, era considerato un erede diretto del profeta Maometto. La sua leadership spirituale si estendeva a una comunità di circa 15 milioni di fedeli musulmani sciiti, mentre il suo ruolo pubblico lo vedeva impegnato in attività imprenditoriali, soprattutto nel settore immobiliare. La sua eredità, però, va ben oltre i confini religiosi ed economici: la Costa Smeralda, con il suo fascino internazionale, rappresenta una delle sue opere più celebri, un progetto che ha ridisegnato il volto della Sardegna, trasformandola in una meta ambita dal jet set mondiale.

Don Gianni Satta, parroco della chiesa di San Paolo Apostolo di Olbia, ha ricordato l’Aga Khan come una figura che ha contribuito non solo allo sviluppo economico, ma anche a quello sociale e culturale della regione. “Non siamo stati colonizzati, ma aiutati”, ha sottolineato, citando le parole del fratello, don Raimondo Satta, parroco della chiesa Stella Maris di Porto Cervo dal 1995 al 2022. La Chiesa locale di Tempio-Ampurias, in particolare, ha voluto ricordare il suo ruolo nel promuovere iniziative come il primo convegno sulla pastorale del turismo, un evento che ha segnato un momento epocale per la diocesi.

La storia della Costa Smeralda è indissolubilmente legata alla visione dell’Aga Khan, che negli anni Sessanta ha coinvolto architetti come Giancarlo Busiri Vici e suo padre Michele per dare vita a un progetto ambizioso. Busiri Vici, in un’intervista, ha raccontato l’entusiasmo di quei primi anni, quando sbarcò a Olbia con l’idea di creare qualcosa di unico. “Un’avventura bellissima”, l’ha definita, ricordando come l’Aga Khan abbia saputo unire competenze diverse per realizzare un sogno che ha cambiato per sempre il destino della Sardegna.

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