L’addio a Karim Aga Khan: funerali privati a Lisbona e lutto cittadino in Sardegna

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Lisbona ha ospitato oggi i funerali privati di Karim Aga Khan IV, il principe Karim Al-Hussaini, 49° imam ereditario e guida spirituale degli ismailiti nizariti, ramo dell’Islam sciita, scomparso martedì all’età di 88 anni. La cerimonia, riservata a circa 300 invitati, si è tenuta nel Centro della Comunità Ismaili della capitale portoghese, città che dal 2015 ospita la sede mondiale di questa confessione religiosa, che conta circa 15 milioni di fedeli. Tra i presenti, figure di spicco come il primo ministro canadese Justin Trudeau, l’emiro del Qatar Tamim ben Hamad Al-Thani, il presidente portoghese Marcelo Rebelo de Sousa e l’ex re di Spagna Juan Carlos I, oltre ai familiari del defunto, tra cui il secondogenito Rahim, designato come successore alla guida spirituale della comunità.

La cerimonia, trasmessa in diretta dal canale Ismaili TV, è stata un momento intimo e spirituale, con al centro la famiglia dell’Aga Khan. Oltre a Rahim, erano presenti anche gli altri figli: Zahra, molto attiva nelle attività legate alla Costa Smeralda, Husayn e Ali, quest’ultimo nato dal secondo matrimonio del principe. La figura di Karim Aga Khan, però, non è stata ricordata solo a Lisbona. In Sardegna, ad Arzachena e Santa Teresa Gallura, è stato proclamato il lutto cittadino, un gesto che sottolinea il profondo legame tra il principe e la regione, dove ha lasciato un’impronta indelebile.

Karim Aga Khan, infatti, non è stato solo un leader religioso, ma anche un imprenditore visionario. A lui si deve la nascita della Costa Smeralda, un progetto che ha trasformato il nord della Sardegna in una delle mete turistiche più esclusive al mondo. Attraverso investimenti mirati e una visione lungimirante, ha creato un sistema economico basato sul turismo di qualità, portando lavoro e sviluppo in un’area che, prima del suo intervento, era prevalentemente rurale. Il Comitato per il centro storico di Olbia, in una nota, ha ricordato come il principe abbia unito “due popoli e due culture”, contribuendo a scrivere una pagina importante della storia sarda.

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